World Password Day 2026: gli errori più comuni da evitare, dalle cifre ai trend social
Domani, giovedì 7 maggio, si celebrerà l'edizione 2026 del World Password Day. Nessuno si illude che una giornata dedicata alla cybersecurity possa cambiare usi e abitudini degli utenti, ma è l'occasione giusta per citare i risultati di uno studio condotto da Kaspersky che mette in evidenza quanto lavoro ci sia ancora da fare, come spesso è proprio la sottovalutazione del rischio la prima arma a disposizione dei criminali. Analizzando 231 milioni di password contenute nei leak avvenuti dal 2023 in poi, la software house ha scoperto che il 68% dei codici segreti può essere violato in 24 ore, stima basata sull'impiego di una singola scheda RTX 5090 e sull'algoritmo MD5.
SICUREZZA E CATTIVE ABITUDINI: COS'HA SCOPERTO KASPERSKY
Un'altra statistica interessante, o forse sarebbe meglio dire preoccupante, è quella riguardante l'utilizzo delle cifre: la stragrande maggioranza delle password inizia o termina con un numero (il 53% delle volte è alla fine). Spesso si tratta dell'anno di nascita, in alcuni casi del compleanno. Una leggerezza che può costare cara: chi esegue l'attacco ha un elemento in più su cui far leva per provare a indovinarla, i sistemi che si occupano delle azioni brute force possono tenerne conto.
C'è poi chi, davanti alla scelta del codice d'accesso, si lascia ispirare dal trend del momento, da ciò che è virale sui social network. Nulla di più sbagliato. Negli ultimi due anni l'uso del termine skibidi
è aumentato di 36 volte. Tutto questo senza dimenticare le sequenze di tasti come l'intramontabile 123456, un grande classico e irrinunciabile per molti. Ancora, si tende a includere parole positive: amore
, magia
, amico
, squadra
.
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