Xiaomi, il 2026 parte male: calo spedizioni smartphone, crollo degli utili
Ci aspettavamo un calo globale del mercato smartphone, causa crisi dei chip di memoria, e i primi segnali stanno arrivando: il primo rapporto finanziario di Xiaomi agli investitori del 2026 dimostra una contrazione molto decisa di vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra gennaio e marzo il colosso cinese ha spedito 33,8 milioni di dispositivi, il 19,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
È il peggior calo tra i primi cinque produttori mondiali, ma non è sufficiente a far retrocedere Xiaomi di posizione: rimane salda in terza posizione grazie al cospicuo vantaggio accumulato su Oppo e Vivo, rispettivamente quarta e quinta. Anche loro sono in calo, ma con percentuali più contenute. Nonostante la crisi conclamata, Apple e Samsung sono comunque riuscite in qualche modo a crescere, rispettivamente del 9,9 e dell’8%, sempre su base annua. Xiaomi si conferma seconda in America Latina, terza in Europa, Africa, Medio Oriente e Sud-Est asiatico, mentre in India occupa la quarta posizione. Anche nel mercato cinese il brand rimane tra le grandi protagoniste, con una quota del 16%, che la piazza in terza posizione.
In concomitanza con il calo di spedizioni è aumentato il cosiddetto ASP, ovvero Average Selling Price, ovvero prezzo medio di vendita, degli smartphone: si arriva a 1.310 renminbi, pari a 165€, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. È estremamente più basso rispetto a produttori più prestigiosi come Apple e Samsung, ma indica che la società sta cercando di spostarsi sempre di più verso la fascia premium, generalmente molto più redditizia.
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