Ztl Roma, pagano anche le auto elettriche: Gualtieri divide la città

01 Luglio 2026 - 09:09
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Ztl Roma, pagano anche le auto elettriche: Gualtieri divide la città

Per anni l’auto elettrica è stata il simbolo della mobilità sostenibile premiata dal Campidoglio e fiore all’occhiello della campagna elettorale, prima, e, dopo l’elezione, della gestione Gualtieri. Dal 1 luglio però si cambia registro e anche i veicoli a trazione elettrica dovranno pagare un permesso annuale per entrare nelle Zone a Traffico Limitato della Capitale. Una decisione che segna un cambio di passo nella politica della mobilità di Roma e che, inevitabilmente, è destinata a generare uno scontro politico.

Perché il Campidoglio cambia le regole

Il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla mobilità Eugenio Patané chiariscono che non si tratta di una retromarcia sul “green”. Piuttosto è una scelta resa inevitabile dai numeri. La spiegazione ufficiale parte dai dati: negli ultimi quattro anni le immatricolazioni di auto elettriche sono aumentate del 350% mentre le autorizzazioni rilasciate da Roma Servizi per la Mobilità hanno raggiunto quota 75 mila. Tradotto in termini di sostenibilità, i veicoli elettrici rappresentano ormai la categoria che, dopo autobus e mezzi pubblici, effettua il maggior numero di accessi alle Ztl. Una crescita che ha snaturato la funzione stessa delle Zone a Traffico Limitato, concepite appunto per ridurre il numero di veicoli in circolazione e non semplicemente per sostituire le auto inquinanti con quelle a zero emissioni.

Lo sconto c’è, ma il conto è salato

Ci saranno, ovviamente, tariffe agevolate. Lo sconto è importante, ma il conto è comunque salato: non meno di 500 euro, nella migliore delle ipotesi. Restano inoltre gratuite le autorizzazioni per residenti, artigiani con laboratorio nelle Ztl, genitori che accompagnano i figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende impegnate in servizi pubblici o di emergenza e veicoli del car sharing. L’idea è di ridurre in modo significativo il parco circolante romano che secondo la stima ACI 2025, contava poco più di 37 mila veicoli elettrici. In pratica quasi ogni proprietario romano di un’auto elettrica aveva richiesto il permesso gratuito per accedere alle Ztl. Più che sufficiente, al Campidoglio, per una inversione a U.

La vera partita inizierà dopo l’estate

Al netto del provvedimento, l’interrogativo rimane: servirà davvero a ridurre il traffico? La risposta si lega alla credibilità della scelta e della giunta Gualtieri. La partita si gioca in autunno quando, esaurire le ferie, le scuole riapriranno e Roma tornerà a riempirsi. A quel punto, sarà il flusso a promuovere o bocciare l’iniziativa e ad alimentare le polemiche. L’opposizione, intanto, affila le armi: qualora gli ingressi nelle Ztl non diminuiranno in modo significativo, la Giunta dovrà districarsi fra file chilometriche di chi ritiene il provvedimento alla stregua di una manovra economica mirata a incrementare le entrate nelle casse del Comune piuttosto che ad alleggerire il traffico. Un flop peserebbe enormemente, anche perché alle spalle c’è già la battaglia, persa, sulla Ztl Fascia Verde, presentata come una delle principali misure contro l’inquinamento e lasciata cadere sotto il peso delle proteste dei cittadini.

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