450 euro da Torino a Palermo, come il caro carburanti influisce sulle vacanze estive
L’esodo estivo è sempre stato un momento di grande spesa per le famiglie italiane. Ma questa estate, a rendere il conto ancora più salato, ci hanno pensato i prezzi del carburante tra i più alti registrati negli ultimi anni. Il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) ha calcolato quanto spende in media un automobilista che si mette in viaggio in auto in questi giorni, confrontando i listini attuali con quelli dello scorso anno. Il risultato è una stangata che pesa sul portafoglio già prima di arrivare a destinazione.
La differenza con il 2025
Il C.r.c. ha confrontato i listini odierni di benzina e gasolio con quelli in vigore nello stesso periodo del 2025 per capire quanto costeranno gli spostamenti in auto. La tratta più onerosa è quella Torino-Palermo, circa 1.588 km totali: tra andata e ritorno, considerati i prezzi medi dei carburanti al 31 luglio, il costo dei rifornimenti è di 453 euro per la benzina e 389 euro per il gasolio.
Scendendo lungo la Penisola, da Torino a Reggio Calabria si spendono 333 euro con il gasolio e 388 euro con la benzina; da Milano a Catania si sale a 328 euro per il diesel e 382 euro per la benzina. Tra andata e ritorno servono oltre 300 euro di verde viaggiando da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce o da Bologna a Reggio Calabria.
Il paragone con l’estate 2025 è quello che fa più male. I più penalizzati sono i proprietari di auto a gasolio: un litro di diesel costa oggi in media il 26% in più rispetto a fine luglio dello scorso anno, pari a una maggiore spesa di oltre 43 centesimi al litro. La benzina è rincarata del 16,5%.
In termini pratici, la spesa per i rifornimenti di gasolio risulta più elevata di 81 euro sulla tratta Torino-Palermo, quasi 70 euro in più da Milano a Catania e da Torino a Reggio Calabria, e oltre 50 euro in più da Milano a Lecce, da Genova a Catanzaro, da Bolzano a Lecce o da Bologna a Reggio Calabria. Sono cifre che, sommate al costo dei pedaggi autostradali, possono cambiare in modo sensibile il budget complessivo di un viaggio.
Diesel penalizzato ma conveniente
C’è un apparente paradosso nei dati del C.r.c. che vale la pena spiegare. Il diesel ha subito il rincaro percentuale più elevato rispetto al 2025, eppure sulla maggior parte delle tratte lunghe costa comunque meno della benzina. Il motivo è semplice: con un litro di gasolio si percorrono mediamente più chilometri rispetto alla benzina verde, e questo vantaggio in termini di consumo riesce ancora a compensare il differenziale di prezzo.
Nonostante questo chi ha comprato un diesel contando sui risparmi storici di quel carburante rispetto alla benzina, l’estate 2026 è un momento di revisione dei conti abbastanza amara. La variabile geopolitica non aiuta. Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare le quotazioni del greggio nelle settimane precedenti all’esodo, con il petrolio tornato vicino agli 80 dollari al barile e le scorte globali ai minimi. Una combinazione di fattori che si è scaricata in modo diretto sui prezzi alla pompa, senza dare all’automobilista alcuno strumento per proteggersi.
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