A 25 anni dal debutto, le Bratz continuano a influenzare la cultura beauty. Storia, successo e impatto delle celebri bambole sulla bellezza contemporanea
Come dimenticarsi delle Bratz? Quando sono arrivate nei negozi all’inizio degli Anni Duemila, molti adulti le hanno considerate provocatorie. Avevano labbra carnose, sguardo felino, make-up evidente e abiti sensuali e all’ultimo grido. Eppure, a distanza di 25 anni esatti dal loro debutto, è chiaro che il loro impatto è andato ben oltre il mondo dei giocattoli. Le Bratz hanno contribuito a cambiare il modo in cui immaginavamo la femminilità, lo stile e persino la bellezza, proponendo un’estetica e un’idea di bellezza diversa da quella che aveva dominato fino a quel momento.
In un panorama in cui la bellezza era bionda, alta e con gli occhi azzurri – Barbie rappresentava ancora il modello di riferimento quasi assoluto – queste nuove bambole hanno introdotto un linguaggio più audace, contemporaneo e vicino alla cultura pop che stava nascendo, rivoluzionando i canoni di bellezza.
Entriamo nel vivo della loro rivoluzione.
Le origini delle Bratz: la risposta ribelle a Barbie
Ideate dal designer Carter Bryant, le bambole Bratz vennero lanciate nel 2001 da MGA Entertainment. Le prime protagoniste sono Yasmin, Cloe, Sasha e Jade, quattro amiche accomunate dalla passione per la moda ma caratterizzate da personalità e stili differenti. Fin dal primo momento, il confronto con Barbie è inevitabile. Se la celebre bambola Mattel incarnava un ideale più classico e rassicurante, le Bratz si presentavano come ragazze sicure di sé, appassionate di musica, tendenze e cultura urbana.

Penelope Cruz con una bambola Bratz in mano. Getty Images
Una Bratz non aspirava necessariamente alla perfezione: voleva distinguersi. Anche per questo il brand riuscì a conquistare milioni di bambine in tutto il mondo. Le protagoniste avevano caratteristiche estetiche differenti e una rappresentazione etnica più ampia rispetto a quella che il mercato dei giocattoli aveva proposto fino a quel momento.

Getty Images
Un cambiamento che contribuì a rendere le Bratz uno dei fenomeni più rilevanti dell’industria del giocattolo dei primi Anni Duemila.
Come le Bratz hanno anticipato la bellezza dei social
Guardando oggi una bambola Bratz è difficile non notare quanto la sua estetica appaia familiare. Le labbra voluminose, il make-up marcato, l’attenzione quasi maniacale all’immagine e la centralità dello stile personale ricordano molte delle tendenze beauty che oggi dominano Instagram e TikTok. Ciò che nel 2001 sembrava esagerato è diventato, nel tempo, parte dell’estetica mainstream.
Non è un caso che molti abbiano paragonato l’universo delle Bratz alla cultura delle celebrity e delle creator contemporanee. Figure come Kim Kardashian hanno contribuito a rendere popolare un ideale di bellezza diverso rispetto a quello che aveva dominato negli anni precedenti: più sensuale, audace e costruito attorno al make-up, al contouring e alla valorizzazione delle forme.
Le Bratz hanno sicuramente anticipato questa trasformazione. Osservandole oggi, viene quasi da pensare che avessero previsto il futuro della beauty culture con anni di anticipo.
Dalle bambole alla pop culture: un fenomeno che dura da 25 anni
Con il tempo, il brand si è espanso attraverso film animati, serie televisive, libri, videogiochi e una quantità enorme di merchandising. Le protagoniste sono diventate personaggi riconoscibili anche da chi non ha mai giocato con una bambola.
Negli ultimi anni, inoltre, le Bratz hanno vissuto una nuova stagione di popolarità grazie alla nostalgia Millennials e Gen Z. Sui social, l’estetica “Bratz” è diventata più popolare che mai. Sono state create anche edizioni speciali dedicate a celebrità e personaggi della cultura pop, da Carrie Bradshaw a Kylie Jenner, fino a Maddy Perez di Euphoria.
Se inizialmente essere definita una Bratz poteva sembrare più una critica, oggi è praticamente un complimento: significa avere personalità, sicurezza e una forte identità estetica.
L’eredità che hanno lasciato alle nuove generazioni
Queste bambole hanno saputo intercettare in anticipo il desiderio di costruire la propria identità attraverso la moda, il trucco e lo stile personale, un tema che oggi è più attuale che mai. Pur essendo state spesso criticate per il loro aspetto, hanno contribuito ad ampliare il dibattito sugli ideali di bellezza e sui modelli femminili proposti alle nuove generazioni.
Non hanno sostituito Barbie, ma hanno dimostrato che potevano esistere altri modi di essere ragazze, altri modi di vestirsi e altri modi di sentirsi belle.
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