Meloni sulla fiera ‘Più libri più liberi’: “Patentino antifascista è censura”. M5S: “Rincorre Vannacci”
La premier Giorgia Meloni va all’attacco e parla di “censura” in merito al “patentino antifascista” richiesto alle case editrici per partecipare alla fiera ‘Più libri più liberi’ in programma a Roma. La premier lo scrive in un post su X.
“Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria ‘Più libri più liberi’, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione – scrive Meloni – è così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono”. “La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno – conclude Meloni – si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.
‘Più libri più liberi’
‘Più libri più liberi’ è la fiera di Roma dedicata esclusivamente all’editoria indipendente: cinque giornate dove scoprire le novità e i cataloghi di oltre 600 editori, incontrare autori, assistere a performance musicali, reading e dibattiti. La prossima edizione, in programma a dicembre 2026, sarà la 25esima: “Venticinque anni rappresentano un traguardo simbolico e insieme un nuovo inizio: ‘Più libri più liberi’ inaugura una stagione di profonda evoluzione strategica, pensata per accompagnare la crescita della manifestazione nei prossimi anni e rafforzarne il ruolo culturale e di mercato”, si legge nel comunicato pubblicato sul sito della Fiera. “Il nuovo ciclo della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si svilupperà lungo due direttrici: da un lato il radicamento della missione originaria legata alla valorizzazione e al sostegno delle case editrici indipendenti; dall’altro la volontà di rendere ‘Più libri più liberi’ un’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa, capace di intrecciare dimensione culturale e partecipazione pubblica”, prosegue la nota.

La polemica dell’anno scorso sulla presenza di ‘Passaggio al Bosco’
Non è la prima volta che la fiera ‘Più libri più liberi’ entra nel dibattito politico. L’anno scorso c’è stata una forte polemica nata dalla presenza della casa editrice ‘Passaggio al Bosco’, accusata di fare pubblicazioni di matrice nazifascista, che porto al boicottaggio dell’evento da parte di alcuni autori e alle proteste di molte case editrici.
M5S: “Meloni messa male, rincorre Vannacci”
Il Movimento 5 Stelle replica alla presidente del Consiglio e accusa: “Rincorre Vannacci”. “Con tutto quello che accade in Italia e nel mondo, Giorgia Meloni non trova di meglio da fare che parlare di una fantomatica “censura antifascista” alla kermesse ‘Più libri Più liberi’. Un titolo che effettivamente non deve farla dormire la notte. Pensa di rincorrere Vannacci con questi argomenti ridicoli. Il problema grosso è che lo fa da Presidente del Consiglio che ha giurato sulla Costituzione, che fino a quando non verrà riscritta da Meloni o Vannacci, è e rimane antifascista. Se c’è qualcuno o qualcosa che cancellava le idee degli altri, quello era proprio il fascismo. Meloni vuole passare il tempo che le resta gareggiando con Vannacci a chi sta più a destra? Sono veramente messi malissimo”, le parole del capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini.
Fratoianni: “Dichiararsi antifascista no censura ma rispetto Carta”
“Da tempo ormai ad ogni 25 aprile o ad un atto di violenza o di intimidazione evito di chiedere all’attuale presidente del consiglio di dichiararsi antifascista. Evidentemente non lo è. Ed oggi con il suo attacco alla Fiera ‘Più Libri Più Liberi’ lo conferma ancora una volta. Dichiararsi antifascista in modo limpido e sereno non vuol dire censurare qualcun’altro, ma rispettare i valori della nostra Costituzione”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs.”È ora che gli italiani – conclude il leader rossoverde – si accorgano fino in fondo a chi hanno affidato in questi anni il nostro Paese: ai nipotini del Ventennio. È ora di accompagnarli gentilmente da dove sono venuti”.
Vannacci: “Meloni ha ragione a parlare di censura”
La premier Giorgia Meloni “ha perfettamente ragione” nel definire ‘censura’ il cosiddetto patentino di antifascista previsto per partecipare alla fiera ‘Più libri più liberi’, “perché in un Paese dove la libertà di espressione è in Costituzione, questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di antifascismo o di anti non so che cosa. Se io domani volessi fare l’elogio della monarchia, non vedo perché non potrei farlo, visto che è una libertà di espressione”. Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci nel punto stampa a margine dell’Assemblea costituente del partito in corso a Roma. “A me non piace vivere in un Paese dove per parlare ti devi dichiarare che sei di una parte piuttosto che dell’altra, a me piace vivere in un Paese dove le espressioni che vengono esternate vengono giudicate sulla base delle argomentazioni e non sulla base dei divieti o della censura. Fintanto che queste espressioni rientrano nella legalità, quindi non devono essere diffamatorie, ingiuriose o offensive, io ho sempre anche espresso l’idea – e questa è la posizione di Futuro nazionale – che i delitti di opinione non debbano esistere. Non si può condannare una persona per le idee che porta, perché la legalità si esplica nell’ambito delle azioni e non dell’opinione, altrimenti dovremmo inventarci la polizia del pensiero di orwelliana memoria. Fintanto che si parla, ognuno è libero di esprimere quello che vuole”, ha aggiunto.
Questo articolo Meloni sulla fiera ‘Più libri più liberi’: “Patentino antifascista è censura”. M5S: “Rincorre Vannacci” proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)