“A Bologna il Pd non sta con i palestinesi, sta con Hamas”, dice la presidente della Comunità ebraica Progressiva

08 Ottobre 2026 - 22:20
0

Il 7 ottobre 2026 Bologna è stata l’unica città d’Italia in cui gli ebrei hanno ricordato il pogrom di tre anni fa con un evento all’aperto. “In tre anni né il Comune di Bologna né l'Università hanno mai promosso un'iniziativa per ricordare le vittime del 7 ottobre. Lo scorso anno, invece, in piazza del Nettuno, sotto le finestre di Palazzo d'Accursio, quel massacro è stato festeggiato come un atto di resistenza”, ricorda Carmen Dal Monte: ex-docente universitaria ora alla testa di una società che si occupa di intelligenza artificiale, che come presidente della Comunità Ebraica Progressiva di Bologna ha organizzato l’evento. “Il 7 ottobre sono stati uccisi civili nelle loro case, nei kibbutz, a un festival musicale, e centinaia di persone sono state portate a Gaza come ostaggi. In tre anni le istituzioni di questa città non hanno trovato il modo di dedicare a quelle vittime un momento di ricordo. Lo abbiamo fatto noi l'anno scorso e lo abbiamo fatto di nuovo, perché la memoria delle vittime riguarda tutta Bologna e non soltanto gli ebrei. Comune e Università non organizzano nulla e lasciano che le piazze celebrino il massacro”. Da qui l’invito in piazza San Domenico “a tutti i cittadini che amano la pace e la verità”.

“Siamo stata l'unica comunità che ha fatto un evento esterno, fuori dalla sinagoga”, sottolinea Dal Monte. “C'è molta paura a esporsi. A Bologna poi con sindaco, università e universo pro Pal l'aria è sempre peggio. La guerra a Gaza è finita ma qui non se ne sono accorti. È stata una manifestazione bella, commovente, con la proiezione delle immagini dei bambini non solo del 7 ottobre, ma anche i 12 ragazzini drusi massacrati dal razzo di Hezbollah”.

Lo stesso giorno a Bologna ci sono stati un dibattito e una proiezione che i Giovani Palestinesi hanno tenuto in un’aula dell’Università occupata, senza autorizzazione. “Non autorizzato, ma comunque tollerato, se non facilitato. Perché un evento non autorizzato normalmente viene sciolto”. Un evento che è stato una esaltazione dell’attacco del 7 ottobre. “Sì! Lo hanno equiparato alla Resistenza, dicendo che i morti civili del 7 ottobre sarebbero come i morte civili che ci sono stati per l’attentato di via Rasella. Un paragone osceno e antisemita. In via Rasella hanno colpito dei militari, non sono andati nelle case a stuprare i bambini. Il 7 ottobre è stato un pogrom dove tra le 6000 e le 7000 persone, in parte guerriglieri, in parte terroristi e in parte semplici civili - se vogliamo chiamarli così - sono entrati in un altro paese e sono andati a cercare la gente casa per casa”.

Carmen Dal Monte è coautrice di un recente volume in cui si ricorda la storia di Hajj Amin al-Husseini: il Gran Muftì di Gerusalemme iniziatore del movimento palestinese che si alleò con Hitler, aiutandolo ad arruolare reparti di Ss musulmane. “Sì, questi che straparlano di partigiani e di Resistenza sono ignoranti perché non sanno che c'è una filiazione diretta tra il Gran Mufti di Gerusalemme, il nazismo, la Fratellanza Musulmana e Hamas. C'è un filo storico conduttore precisissimo, con le Ss musulmane che sono state poi dichiarate criminali di guerra”.

Quindi due eventi insieme. “Tre. L’evento non autorizzato dei gruppi pro Pal, l'evento in piazza organizzato dalla comunità ebraica progressiva alle 18,30 e a seguire in sinagoga l'evento della comunità ortodossa, a cui ovviamente abbiamo partecipato anche noi, come gli ortodossi hanno partecipato alla nostra iniziativa. Sono state fatte a orari diversi apposta per permettere di partecipare a entrambe. In sinagoga era a porte chiuse, ma c’era anche il sindaco, che si è auto-invitato, e ovviamente non gli hanno detto di no. Non ha però parlato”. Avrebbe avuto qualcosa da dire? “L’esaltazione di Hamas e del 7 ottobre avvengono nella più totale tolleranza, quando non connivenza, degli enti cittadini più importanti. Il sindaco che mette fuori la bandiera della Palestina; la vice sindaco che gira con la spilletta con un simbolo della Palestina che comprende tutto il territorio di Israele; il rettore che permette che si svolgano questo tipo di manifestazioni. C'è un clima in città che è non solo tollerato, ma spesso incentivato, e lo vedi nella vita di tutti i giorni. Ci sono persone della mia comunità che sono state aggredite sul posto di lavoro, e quasi nessuno ormai si azzarda più a portare la stella di David per Bologna. La porto io, ma quando un po’ di tempo fa sono andata a fare una visita in ospedale la dottoressa che mi ha visitato mi ha detto: non è il caso che la porti qui. Era sinceramente preoccupata. Tutto ciò è il frutto di tre anni in cui in ambito locale abbiamo visto tutte le massime autorità cittadine fomentare un clima d’odio. Quando c’è stato il caso Fakir, un’ora dopo che il poveretto era morto il sindaco Lepore ha indetto una manifestazione in cui hanno distrutto mezza città sventolando bandiere palestinesi. L’assessore alla scuola Daniele Ara dice che le comunità ebraiche di Bologna dovrebbero pronunciarsi contro la politica di Netanyahu. Ma perché? Non ho capito, io sono bolognese come gli altri. Perché devo pronunciarmi contro Netanyahu? Perché quando un paio di poveretti gay proprio a Bologna sono stati aggrediti dai maranza non si è chiesto alle comunità islamiche di pronunciarsi contro le aggressioni agli omosessuali? A Bologna il Pd è schierato non con i palestinesi, non per i due popoli due stati, ma è proprio per Hamas”. Con tutto ciò, proprio Bologna è stata l’unica città in Italia in cui gli ebrei hanno commemorato il 7 ottobre con un evento pubblico… “Non c’erano solo ebrei. Su 150 persone presenti secondo la Questura, gli ebrei potevano essere una cinquantina. Ma il punto è che a Bologna la situazione è decisamente peggiore rispetto ad altre città italiane. Per questo è stata più forte l’esigenza di dire basta, perché la gente è stanca. Non solo gli ebrei. Tra l’altro, tra i presenti c’erano molti ucraini e iraniani. Anche loro qua a Bologna quando va bene sono completamente ignorati, quando va male si ritrovano i filo russi che fanno i convegni con il pieno consenso delle istituzioni”.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User