“A Call to a Dream”: il sogno della convivenza pacifica
L’impronta pacifica di un costruttore di ponti. Nel 60° anniversario di ordinazione sacerdotal e nel 50° anniversario di missione nel Sud delle Filippine, l’agenzia vaticana Fides ha raccolto un’esemplare testimonianza di fede. A raccontarsi con schiettezza e profondità è padre Sebastiano D’Ambra, 84enne missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Il religioso ripercorre il cammino che lo ha portato a diventare uno dei principali testimoni del dialogo tra cristiani e musulmani nell’isola di Mindanao dove risiede, nella città di Zamboanga. Un’eredità di carità e apostolato che desidera consegnare alle nuove generazioni: “Rimetto ogni opera nelle mani di Dio, perché è un progetto suo. Ho scritto un libro intitolato ‘A Call to a Dream‘, il sogno della convivenza pacifica. Poi abbiamo pubblicato la raccolta ‘Dreaming Together’. Spero che, con la grazia di Dio, possiamo continuare a sognare insieme“.

Missione pacifica
Racconta padre Sebastiano D’Ambra: “Non è facile fare un bilancio di 60 anni di vita missionaria. Posso solo raccontare quello che ho nel cuore, quello che il Signore mi ha concesso di vivere. Posso dire cosa è stato e cosa è per me l’impegno e il cammino nel dialogo islamo-cristiano. Significa crescere insieme nello spirito, percorrere insieme il cammino che conduce a Dio”. Nato ad Aci Trezza, in Sicilia, dopo gli studi nel seminario di Acireale scelse il Pime. Ordinato sacerdote nel 1966, trascorse i primi anni nel servizio di animazione missionaria. Ma già allora, ricorda, insieme ai confratelli padre Salvatore Carzedda e padre Antimo Villano maturava un sogno: “Eravamo agli inizi degli anni Settanta e desideravamo intraprendere quelle che allora, nel clima del Concilio Vaticano II, venivano chiamate le ‘nuove vie della missione‘. Non volevamo limitarci a parlare della missione. Volevamo viverla, dare una testimonianza concreta”. Quel sogno prese forma nel 1977, quando il Pime li inviò nelle Filippine, scegliendo una delle frontiere più delicate della missione: il dialogo interreligioso. Padre D’Ambra fu destinato a Siocon, sull’isola di Mindanao, nel Sud dell’arcipelago. Era un tempo segnato dalla legge marziale imposta nelle Filippine dal regime di Ferdinando Marcos, dal conflitto armato e dalla presenza dei movimenti ribelli musulmani: “Quando arrivammo c’era violenza. Ho cercato di comprendere quali fossero i segni di Dio in quella situazione”.
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