A Castiglione Olona restaurata la “Madonna Magenta”

Chi frequenta Castiglione Olona la conosce bene, la «Madonnina» incastonata sotto l’arco sulla salita che porta alla Collegiata. Per secoli è stata oggetto di devozione e preghiere. E anche se è stata sostituita da una copia, avendo messo l’originale al riparo nel Museo già dal 1980 (con successivo furto, e ritrovamento, pochi anni più tardi), il passante alza sempre lo sguardo proprio lì, su quella toccante Maria col Bambino, rivolgendole una preghiera silenziosa …
Si tratta della «Madonna Magenta», dal nome dell’antico palazzo che la ospita. Un piccolo capolavoro rinascimentale che oggi è stato restaurato e studiato. Così che ora potrà essere nuovamente ammirato, come si diceva, nel percorso del Museo della Collegiata (tutte le informazioni su www.museocollegiata.it). Non tanto nell’«originario splendore», come si suol dire con una certa retorica, ma proprio nel suo aspetto vero e vissuto: con i segni del tempo e delle intemperie, e anche con le bruciature causate da candele e lumini, accesi accanto alla venerata effigie da generazioni e generazioni di castiglionesi.
L’immagine, nella sua semplicità, è di commovente tenerezza.
E nonostante i guasti e le ridipinture, l’opera è di qualità artistica molto alta. Per questo, in passato, l’opera era stata assegnata a Masolino da Panicale, il maestro chiamato nel 1435 dal cardinale Branda Castiglioni per affrescare la Collegiata e il Battistero, facendo di Castiglione Olona quell’«isola di Toscana in Lombardia» celebrata anche da Gabriele D’Annunzio.
In realtà, come hanno confermato anche le ultimissime analisi, ci troviamo di fronte a un dipinto tipicamente lombardo di fine Quattrocento. Per il quale oggi si fa il nome di Bernardino Butinone, pittore di Treviglio che, insieme al concittadino Zenale, nel 1485 realizza il mirabile polittico per la basilica di San Martino. Il quale Butinone lo troviamo impegnato anche nel vicino santuario di Santa Maria del Monte a Varese, nel 1488.
La piccola ancona lignea, peraltro, presenta una decorazione pittorica anche sul dorso, dove compare lo stemma nobiliare della famiglia Pecchi di Milano, che, tuttavia, non sembra avere avuto legami con Castiglione Olona. Due elementi che potrebbero far pensare a un’origine e a una collocazione diverse, con un arrivo a Palazzo Magenta solo in un secondo tempo… Ricerche affascinanti che, al momento, sono condotte dalla conservatrice stessa del Museo della Collegiata, Laura Marazzi.
Il restauro della preziosa opera è stato promosso dalla parrocchia Beata Vergine del Rosario di Castiglione Olona. Che si è giovata anche del contributo dell’associazione «Gatti spiazzati», espressione di persone che, pur avendo vissuto l’esperienza della strada o della disoccupazione, hanno mantenuto il desiderio di essere parte attiva della società, offrendo in particolare occasioni di conoscenza e di riscoperta del patrimonio culturale ambrosiano.
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