A Kilimangiaro il viaggio come ricerca

Maggio 17, 2026 - 08:41
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C’è un filo invisibile che unisce le dune dell’Oman, i tesori di Londra, i ghiacci artici e le steppe della Mongolia. È il filo del viaggio come ricerca al centro della puntata di “Kilimangiaro”, condotta da  Camila Raznovich, in onda domenica 17 maggio alle 16.45 su Rai 3.  
Il viaggio di questa settimana è anche archeologico: a guidare il racconto e gli scavi è Romolo Loreto, professore dell’Università L’Orientale di Napoli. In un intreccio tra passato e presente, la missione ha esplorato Oman e Arabia Saudita per riportare alla luce la cultura delle antiche popolazioni e la vocazione di un territorio affacciato sul Golfo di Hormuz, crocevia di connessioni, scambi e incontri tra civiltà.
Ci sono città che si attraversano anche con le parole. Questa volta a svelare Londra sono Ornella Tarantola e Paola De Carolis con il libro “Una libraia a Londra”. Ornella, anima dell’unica libreria italiana della capitale britannica per trent’anni, e Paola, giornalista, accompagnano il pubblico nei loro luoghi del cuore.
In collegamento, il navigatore oceanico Ambrogio Beccaria è pronto a salpare per una nuova avventura estrema: la Vendée Arctique, la regata in solitario che dalla Francia conduce fino alle acque del Grande Nord. Per Beccaria sarà la prima volta così vicino al Polo Nord, in un ambiente tanto affascinante quanto fragile, dove il mare cambia continuamente volto e il clima detta ogni regola della vita a bordo.
Al centro della puntata anche il libro “Una donna che cammina con il vento”. Dopo il tentativo di scalare il K2, segnato dalla tragedia e dalla perdita dell’uomo che ha amato, Tamara Lunger sceglie di attraversare a piedi la Mongolia per ritrovare sé stessa, accompagnata soltanto da un cammello di nome Tùje. Un viaggio intenso che l’ha portata a confrontarsi con le sfide del mondo esterno e con quelle più profonde del proprio mondo interiore.
Spazio a Silvia Di Paolo, ospite in studio con il libro “Qualcosa dovrà succedere”, nato dal ritrovamento di un archivio fotografico rimasto nascosto per oltre cinquant’anni. Attraverso gli scatti del padre Paolo Di Paolo – oggi riconosciuto come uno dei grandi fotografi del Novecento – Silvia ricostruisce il ritratto intimo di un uomo che ha raccontato l’Italia del dopoguerra e i protagonisti della cultura del suo tempo, prima di scegliere improvvisamente il silenzio e l’uscita dalla scena pubblica. A “Kilimangiaro” le fotografie diventano memoria, racconto e chiave per riscoprire un padre e la sua eredità artistica.

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Redazione Eventi e News

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