A Marassi detenuto di 98 anni, Uilpa penitenziari: “Dato senza precedenti in carcere già sovraffollato”

Genova. Il prossimo 5 agosto compirà 99 anni l’uomo, attualmente detenuto nella casa circondariale di Marassi con l’accusa di tentato omicidio della moglie, ferita a colpi d’arma da fuoco a Savona il 6 luglio scorso. L’anziano è ristretto nella 4ª Sezione – Centro Clinico dell’istituto genovese e oggi comparirà davanti al giudice per interrogatorio di garanzia per convalida dell’arresto.
A renderlo noto è il segretario della Uil Fp Polizia Penitenziaria, Fabio Pagani: “Si tratta di un dramma familiare che, al tempo stesso, consegna alle cronache un dato senza precedenti: un uomo di quasi 99 anni che varca la soglia del carcere potrebbe rappresentare un record storico. L’ultimo caso analogo di cui si abbia notizia riguarderebbe un detenuto di 94 anni presso il carcere di Firenze Sollicciano”.
Il sindacalista evidenzia come la casa circondariale di Marassi ospiti attualmente 670 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 535 posti, confermandosi, suo malgrado, un istituto dei record in negativo. “Dalla rivolta del 4 giugno 2025 alle ripetute aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria, fino alla cronica carenza di organico e ai ritardi nel pagamento di missioni e dei buoni pasto, la situazione resta estremamente critica”, aggiunge.
“Nonostante i ripetuti annunci del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sistema penitenziario continua a vivere una fase di forte sofferenza. A livello nazionale i detenuti sono ormai 64.641, a fronte di 46.293 posti disponibili, mentre per la polizia penitenziaria si registra una carenza di almeno 20.000 unità rispetto al fabbisogno. Ribadiamo la necessità di interventi immediati e concreti per ridurre il sovraffollamento detentivo, potenziare gli organici della Polizia Penitenziaria, implementare gli equipaggiamenti, ammodernare le strutture, garantire un’adeguata assistenza sanitaria e avviare una riforma complessiva del sistema penitenziario. L’estate è appena iniziata, ma il clima nelle carceri italiane è sempre più rovente”.
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