A Villa Recalcati il modello Varese dell’inclusione: “Fare rete per generare valore”

22 Maggio 2026 - 09:45
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A Villa Recalcati il modello Varese dell’inclusione: “Fare rete per generare valore”
Lavoro generiche

La sala di Villa Recalcati era al completo e, a testimoniare l’interesse suscitato dal progetto, centinaia di persone hanno seguito il convegno anche in streaming da diverse province lombarde e da altre regioni italiane.
Il titolo dell’incontro, “Fare rete, generare valore”, ha sintetizzato perfettamente il senso della mattinata promossa da Cesvip Lombardia insieme alla Provincia di Varese. Lo scopo era raccontare un’esperienza concreta di collaborazione tra cooperative sociali, istituzioni, imprese e servizi territoriali sul tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

DICIOTTO COOPERATIVE SOCIALI COINVOLTE

Il convegno ha rappresentato il momento conclusivo del progetto “Sinergie e Innovazione”, percorso che negli ultimi mesi ha coinvolto 18 cooperative sociali del territorio nella costruzione di strumenti condivisi, strategie comuni e nuovi modelli organizzativi per rafforzare l’inserimento lavorativo delle persone fragili.
Ad aprire i lavori sono stati il consigliere provinciale al Lavoro della Provincia di Varese Carmelo Antonio Lauricella e Francesco Maresca, dirigente del Settore Lavoro della Provincia di Varese, che ha subito posto l’accento sul valore della collaborazione stabile tra soggetti pubblici e privati.

PARTENARIATI PARITARI

Nel suo intervento Maresca ha parlato della necessità di costruire «partenariati paritari», capaci di condividere obiettivi, strategie e azioni concrete, spiegando come la Provincia abbia lavorato negli ultimi anni per creare un sistema territoriale integrato attraverso il tavolo unico provinciale del lavoro. Un luogo di confronto che coinvolge formazione, scuole, università, ambiti territoriali e servizi sociali, con un’attenzione sempre più forte ai temi della disabilità e del collocamento mirato. Maresca ha ripercorso anche la nascita del progetto, finanziato attraverso le azioni di sistema del Piano disabili provinciale, sottolineando come le 18 cooperative coinvolte abbiano scelto di mettersi in gioco in un percorso di vera coprogettazione. Non semplici fornitori di servizi, ma soggetti che hanno condiviso idee, strumenti e modalità operative per costruire una rete territoriale più efficace e stabile.

Lavoro generiche

I RISULTATI

Tra i risultati presentati durante la mattinata figurano la Carta dei servizi comune, materiali condivisi per la promozione delle cooperative e soprattutto il nuovo portale dedicato alla geolocalizzazione delle cooperative sociali e dei servizi territoriali, pensato per facilitare l’incontro tra imprese e realtà del territorio. A raccogliere il testimone è stata Susanna Ballerio, responsabile dell’Area lavoro e inclusione di Cesvip Lombardia, che ha definito “Sinergie e Innovazione” come «un percorso che ha saputo unire visione, competenza e responsabilità condivisa».
Ballerio ha ricordato come il progetto sia nato con un obiettivo preciso, ovvero rafforzare il sistema lavoro della provincia di Varese attraverso una rete territoriale capace di accompagnare le persone con disabilità lungo percorsi di inclusione concreti e sostenibili.

INNOVAZIONE E RICERCA

Le attività si sono sviluppate su tre grandi direttrici: innovazione e ricerca, sviluppo della rete commerciale e diffusione della cultura dell’inclusione. Un lavoro che, ha spiegato Ballerio, ha portato le cooperative a contaminarsi reciprocamente, condividendo competenze e strumenti. In particolare, è stata costruita una vera rete commerciale condivisa, nella quale le cooperative già strutturate sul fronte commerciale hanno messo a disposizione della rete esperienza e relazioni con le imprese del territorio. «Le cooperative non sono solo luoghi di inclusione, ma imprese che producono valore economico e sociale», ha sottolineato Ballerio, evidenziando anche il lavoro svolto insieme al collocamento mirato disabili della Provincia di Varese per rafforzare le convenzioni ex articolo 14 e creare nuove opportunità occupazionali.

I RICERCATORI DI ADAPT

Molto seguiti anche gli interventi dei ricercatori di ADAPT, Giorgio Impellizzieri, ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e giuslavorista, e Ilaria Fiore, psicologa e ricercatrice ADAPT, che hanno illustrato i risultati delle ricerche sviluppate all’interno del progetto. Impellizzieri ha affrontato il tema dei contratti di rete e delle convenzioni tra cooperative e imprese, evidenziando come il territorio varesino rappresenti oggi una realtà avanzata nel panorama nazionale del collocamento mirato. Ha parlato della necessità di costruire strumenti più flessibili, capaci di accompagnare le persone con disabilità nelle diverse fasi della vita lavorativa, tra momenti di formazione, lavoro e cura.
Ilaria Fiore ha invece approfondito il tema delle “isole inclusive”, modello che punta a integrare inclusione lavorativa, partecipazione sociale e sostegno educativo. Un approccio che nasce dall’esperienza quotidiana delle cooperative sociali e dalla loro capacità di gestire percorsi spesso complessi e non lineari. Fiore ha definito questa capacità come una vera «competenza relazionale», maturata negli anni dalla cooperazione sociale e oggi sempre più necessaria anche nel mercato del lavoro contemporaneo.

L’INIZIO DI UNA NUOVA FASE

La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alle prospettive future delle politiche di inclusione nei territori. Al confronto hanno partecipato Andrea Cremonesi di Regione Lombardia, Alessia Accardo di Confindustria Varese, Francesco Vazzana della Cgil, Michele Frattini dell’Ordine provinciale dei Consulenti del Lavoro, Raffaella Cirillo responsabile del Collocamento mirato della Provincia di Varese ed Elena Garbelli del Collocamento mirato della Città Metropolitana di Milano. Dal confronto è emersa la consapevolezza che il progetto non rappresenti un punto di arrivo, ma piuttosto l’inizio di una nuova fase. La rete costruita in questi mesi continuerà infatti a lavorare per consolidare gli strumenti creati, coinvolgere nuove cooperative e nuove imprese e rafforzare ulteriormente il dialogo tra pubblico, privato e terzo settore.
Nelle conclusioni, affidate ad Aldo Montalbetti della cooperativa Arcisate Solidale, è stato ribadito che l’inclusione lavorativa non può essere considerata soltanto una risposta sociale, ma una vera strategia di sviluppo per il territorio.

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