Abbiamo trovato un cimitero di squali nel deserto
In Egitto, tutto ciò che non è legato in qualche modo al Nilo è sabbia e sassi: il Sahara, il deserto caldo più grande del mondo, domina il paesaggio e anche il nostro immaginario. Ma quel deserto non è sempre stato lì: durante il Cretaceo, quando ancora, proverbialmente, i dinosauri dominavano la Terra, quello che oggi è il Sahara era un mare ricco di cibo.
Come lo sappiamo? Perché sull'altopiano di Abu-Tartur abbiamo scoperto un vero e proprio cimitero di squali: almeno sette diverse specie, cinque delle quali mai trovate prima in Egitto. Lo straordinario ritrovamento è documentato in uno studio pubblicato su Cretaceous Research.. Collezione di denti
Durante il Cretaceo, la Terra era anche più calda di adesso, sempre a causa dell'effetto serra (anche se, ovviamente, non causato da noi). Questo significa che c'era pochissimo ghiaccio anche ai poli, e il livello dei mari era talmente più alto che gran parte dell'Africa settentrionale era sommersa dalla Tetide.
L'altopiano di Abu-Tartur è uno dei posti in Egitto che meglio documentano questo periodo, grazie ai ricchissimi depositi di fosfati, che si creano quando la produttività del mare è particolarmente alta. In questi depositi, il team dell'università del Cairo che ha condotto lo studio aveva già trovato, due anni fa, traccia di antichi squali, in particolare delle specie Scapanorhynchus rapax e Cretoxyrhina mantelli.. Ecco spiegato perché i ricercatori sono voluti tornare sul luogo del ritrovamento per scavare più attentamente: dalla roccia di Abu-Tartar sono emerse altre cinque specie di squali (Cretalamna cf. maroccana, Scapanorhynchus cf. raphiodon, Serratolamna cf. serrata, Squalicorax bassanii e Squalicorax pristodontus).
Nessuna di queste cinque era mai stata trovata prima ad Abu-Tartar, e addirittura Scapanorhynchus cf. raphiodon non era mai stata scoperta in Africa. Prima però di immaginarvi enormi fossili di squali lunghi qualche metro, tenete conto di una cosa: nella stragrande maggioranza dei casi, quello che ritroviamo degli squali estinti sono solo i loro denti.. Africa, terra di squali
È quello che è successo anche ad Abu-Tartar: la cartilagine della quale è fatto lo scheletro degli squali non si fossilizza quasi mai, e tutto quello che rimane sono i denti. La collezione scoperta dal team egiziano è particolarmente ricca e variegata: ci sono specie con ednti lunghi e appuntiti, altre con denti seghettati, altre ancora con zanne ricurve. Secondo gli autori dello studio, questo significa che gli squali del mare dell'Egitto non erano in competizione diretta tra loro, ma occupavano differenti nicchie ecologiche dello stesso ambiente e non si pestavano le pinne.. Rimane una domanda: come mai così tanti squali in un'area relativamente ristretta? Lo studio spiega che il responsabile è il fenomeno dell'upwelling, la risalita di acque fredde e ricche di nutrienti dagli abissi alla superficie, che porta con sé un'esplosione di vita: dal plancton ai piccoli pesci, su su fino ai vertici della rete trofica. Occupati in gran parte dagli squali, che erano molto diffusi in tutta l'Africa settentrionale: depositi simili a quelli egiziani sono infatti stati scoperti in Marocco e Siria..
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