Incendi, Von der Leyen: “Cambiamenti climatici fonte di instabilità”. Per l’UE il nodo dei soldi per i canadair

31 Agosto 2026 - 22:30
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Bruxelles – L’Europa sarà sempre più vittima di incendi. Il dato praticamente certo è un clima che finirà col rappresentare la normalità, ma quello che resta da verificare è se l’UE saprà fornire la risposta politica ed economica adeguata. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è consapevole di ciò che attende al blocco dei Ventisette: “I rischi che ci circondano stanno cambiando. Stanno diventando più frequenti, più complessi e più gravi. I cambiamenti climatici globali contribuiscono a questa instabilità“.

La presa di coscienza, che è anche monito, viene esternata in occasione della visita che la presidente dell’esecutivo comunitario rende al Centro di coordinamento di risposta alle emergenze, la cabina di regia dell’UE per le crisi. E non c’è dubbio che l’UE viva già una stagione di crisi: “Quest’estate la stagione degli incendi boschivi è iniziata eccezionalmente presto, a fine aprile, e ha messo a dura prova i servizi nazionali“, ricorda von der Leyen. L’UE da sola dimostra che la situazione sta precipitando: “da aprile il Meccanismo di protezione civile è stato attivato dieci volte per incendi boschivi in ​​otto paesi diversi, a volte con diversi incendi in corso contemporaneamente”. 

In prospettiva per von der Leyen bisogna essere pronti alla nuova realtà, fatta di cambiamenti climatici non più negabili. “In tutto il mondo assistiamo a temperature più elevate e a precipitazioni irregolari“, denuncia. “Per i servizi di emergenza questo non è un avvertimento astratto sul futuro, ma sta già cambiando le emergenze che affrontano oggi“. Eppure il presente dell’UE è all’insegna dell’inadeguatezza e di scelte che vanno in direzione opposta.

L’europarlamentare francese Anthony Smith (La France Insoumise/laSinistra) fa notare che l’UE “non ha la capacità industriale sufficiente” per rinnovare e ampliare la flotta di aerei canadair anti-incendio, e che alla luce di  “incendi che stanno diventando più intensi, più frequenti e più diffusi”, sarebbe il caso di intervenire per ovviare al problema, più serio del previsto.

Per acquistare e produrre aerei antincendio servono soldi, tutti da trovare. La Commissione europea ha deciso di dotarsi di 12 velivoli propri, per dover evitare di chiederli ogni volta agli Stati nazionali ed essere pià pronta e indipendente nella risposta alla crisi. Ma è poco. Per questo la commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, invita Smith a convincere i colleghi parlamentari a fare squadra: “Nel contesto dei negoziati sul prossimo bilancio pluriennale (MFF 2028-2034) il sostegno del Parlamento europeo sarà essenziale per garantire l’attuazione efficace delle attività volte a costruire un’Europa più resiliente e meglio preparata”. Peccato che il negoziato sul budget sia praticamente compromesso, complice la posizione degli Stati che vogliono spendere meno che si può, per tagli in ogni ambito di spesa.

Insomma, l’UE rischia di non avere i soldi per prevenire e contrastare i prossimi incendi. Anche perché per i 12 canadair della Commissione europea sono previsti per il 2027, e nella logica dei Paesi frugali questo basta a giustificare meno spese.

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