Accoltellato per 50 euro, Davide Cavallo perdona i suoi aggressori e li abbraccia in aula: “Non siete perduti”

Maggio 21, 2026 - 09:48
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Accoltellato per 50 euro, Davide Cavallo perdona i suoi aggressori e li abbraccia in aula: “Non siete perduti”

Ora cammina con un incedere claudicante e con l’aiuto delle stampelle. Eppure, quando in aula è stata letta la sentenza con cui è stato condannato a 20 anni di carcere il ragazzo che lo ha accoltellato fino a provocargli una lesione permanente, prima è rimasto spaesato e poi si è seduto, si è coperto il viso ed è scoppiato in un piano liberatorio.

Davide Cavallo, 22 anni, non ha nascosto lo stupore per la pena severa inflitta dal gup di Milano Alberto Carboni ad Alessandro Chiani, 19 anni appena compiuti, colui che lo scorso 12 ottobre, in corso Como, fuori da una delle discoteche della movida, dopo che con gli amici – tutti di Monza – lo ha pestato, ha tirato fuori un coltello e gli ha sferrato due fendenti, ferendolo gravemente. Un’aggressione di violenza inaudita con l’obiettivo di rubargli 50 euro e che sei mesi fa è costata l’arresto ai cinque componenti del branco, di cui tre minorenni. Il giudice, che ha ritenuto Chiani responsabile di tentato omicidio e rapina pluriaggravati, è partito da una base di 30 anni, pena massima, per diminuirla di 10 per il rito abbreviato. Inoltre, ha disposto una provvisionale di 500mila euro da versare allo studente bocconiano che avrà un danno fisico per tutta la vita e di 50mila euro per ciascuno dei genitori e per il fratello.

Invece, Ahmed Atia, 18 anni e che per le indagini del pm Andrea Zanoncelli sarebbe stato uno dei complici, si è visto alleggerire di parecchio la responsabilità. Difeso dall’avvocato Elena Patrucchi, è stato assolto dalla rapina ed è stato accusato del meno grave reato di omissione di soccorso: alla fine ha preso 10 mesi e 20 giorni con un risarcimento da liquidare in sede civile e, poiché era in cella dallo scorso novembre, è stato rimesso in libertà. Il risarcimento a carico di Atia sarà deciso successivamente in altra sede, mentre in parallelo, davanti al tribunale dei minori, si svolgerà il processo per altri tre minorenni coinvolti nell’aggressione.

Oltre alla sorpresa mista a dispiacere per la condanna a 20 anni per Chiani, Davide Cavallo, come ha spiegato il suo avvocato Giovanni Azzena, si è augurato che “Atia possa imparare” dall’esperienza del carcere “e che in futuro possa essere una persona migliore. Questo è sempre stato il pensiero di Davide – ha aggiunto il legale dello studio Maris – nei confronti di entrambi gli imputati”. Ai quali prima della camera di consiglio e in attesa del verdetto si è avvicinato, li ha abbracciati e ha parlato con loro, ricevendo anche le scuse. Il gesto è stato a sorpresa ed è avvenuto prima che la polizia penitenziaria scortasse gli imputati fuori dall’aula, Cavallo ha abbracciato tutti i suoi aggressori: i tre hanno poi parlato per diversi minuti.

“È stato un abbraccio semplicissimo, molto tenero, molto forte, sentito da tutte e tre le parti: soprattutto hanno chiesto scusa” ha detto il legale di Chiani, Giovanni Giovanetti. Che, a margine dell’udienza, ha aggiunto: “Volevo solo rimarcare il grande spessore morale della persona offesa. Un ragazzo davvero eccezionale”.

Mentre qualche giorno fa, in una lettera, aveva detto di aver deciso di perdonarli a differenza dei genitori di Cavallo che ancora non riescono a farlo.  Nel testo il giovane racconta la paura provata nei giorni del risveglio in terapia intensiva. Poi il messaggio di speranza per i suoi assalitori: “Abbiate pietà di voi stessi, non lasciatevi definire da quello che è successo. Non siete perduti. Potete fare ancora tante cose belle nella vita”. Anche i genitori e il fratello di Davide sono comunque rimasti “scossi” dalla pena così alta inflitta al 19enne.”È come se il loro sentimento di giustizia – ha affermato Luca Lazzaroni, uno dei loro legali – si fosse rimodulato e hanno pensato che 20 anni forse sono tanti”.

Ieri mattina, all’apertura dell’udienza, Atia ha anche consegnato a Davide una lunga lettera scritta a mano – una copia è stata depositata dall’avvocata Patrucchi ieri al gup – in cui in italiano stentato ha manifestato il suo dispiacere, il suo pentimento: “Immagino il dolore che stai provando, potresti essere mio fratello”, era in sintesi uno dei passaggi. “Sto soffrendo anch’io per i sei mesi di carcere, ma non è nulla rispetto a quello che stati provando tu e i tuoi familiari e amici”, ha scritto in un altro punto. E poi, oltre a sottolineare che quella notte non sapeva che l’amico avesse con sé un coltello, ha affermato: “mi dispiace perché ho visto e non ho fatto nulla”.

Le polemiche sulle parole dell’avvocato di Chiani

Il perdono di Cavallo verso i suoi aggressori ovviamente non ha bloccato il processo. Guglielmo Gulotta è l’altro difensore di Chiani. Prima della sentenza aveva commentato: “Dal nostro punto di vista non c’è il tentato omicidio: dà due coltellate, poi si allontana mentre la zuffa continua”. A sostegno della tesi il legale aveva citato un video in cui “si vede che il ragazzo vittima si alza e cammina sulle sue gambe. Non so per quanto poverino potrà, ma in quel momento si alza. Chiani intendeva intervenire nella zuffa senza uccidere, se avesse voluto uccidere avrebbe continuato”, ha concluso l’avvocato. La teoria del legale del ragazzo ora condannato a 20 anni non ha assolutamente convinto Liva Degani, il legale del padre di Cavallo: “Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire basta: c’è un limite anche al diritto di difesa”.

Degani ha anche ricostruito le conseguenze per la famiglia della vittima, con il fratello 19enne delal vittima che ha lasciato Milano e la madre che ha smesso di fare l’agente immobiliare per mettersi ad assistere il figlio disabile. La famiglia sta ora cercando per Davide un appartamento appropriato.

L'aggressione a Davide Cavallo
L’aggressione a Davide Cavallo (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

La ricostruzione dell’accoltellamento

Secondo la ricostruzione dell’inchiesta, coordinata dal pm Zanoncelli e delegata alla Squadra Mobile della Polizia, attorno alle 3 di notte, il branco – composto dai due maggiorenni e da tre 17enni che saranno processati a luglio – ha circondato il 22enne per rapinarlo. Dopo di che Chiani l’ha accoltellato e i minorenni lo avrebbero preso anche a calci mentre era a terra agonizzante. A scagionare Atia, che era accusato di aver fatto da “palo” e rispondeva di concorso nel tentato omicidio, le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona dalle quali risulta che non ha preso parte al pestaggio. Le motivazioni saranno disponibili in 30 giorni.

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