Messina Denaro, perquisito a Palermo lo studio dell’ex legale del boss: indagine sulla rete dei favoreggiatori
Nuovo sviluppo nelle indagini sulla rete di protezione che per anni avrebbe sostenuto la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro. I carabinieri del Ros e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno eseguito questa mattina una perquisizione nello studio dell’ex avvocata del capomafia di Castelvetrano, morta nel 2015.
Secondo quanto si apprende, il locale professionale è oggi gestito dal figlio della donna, che al momento non risulta indagato. L’attività investigativa rientra nel più ampio fascicolo aperto dalla procura di Palermo sui presunti favoreggiatori che avrebbero aiutato il boss durante la sua lunga irreperibilità, conclusasi con l’arresto del gennaio 2023. Matteo Messina Denaro è poi morto in carcere nel settembre dello stesso anno.
Gli investigatori continuano a ricostruire la rete di contatti, appoggi logistici e coperture che avrebbe consentito al padrino di Cosa Nostra di sottrarsi alla cattura per quasi trent’anni. L’obiettivo dell’inchiesta è individuare eventuali complici, prestanome e persone che avrebbero favorito comunicazioni, spostamenti o gestione del patrimonio del boss.
Nell’ambito della stessa indagine, emerge inoltre che nelle scorse settimane la procura di Palermo aveva chiesto l’arresto di Bice e Giovanna, due delle tre sorelle di Matteo Messina Denaro. La richiesta cautelare, secondo quanto trapela, è stata però respinta dal gip del tribunale di Palermo.
La Direzione distrettuale antimafia avrebbe già presentato appello al Tribunale del Riesame contro la decisione del giudice per le indagini preliminari, insistendo sulla necessità della misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta sulla rete di fiancheggiatori del boss.
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