Addio ai tour in moto sulle Dolomiti? Il divieto che accende il caos
La Provincia di Bolzano ha tirato dritto. Lo scorso 19 giugno è scattato il d<strong>ivieto assoluto</strong> per gare, raduni ed eventi motoristici su tutte le strade di montagna che superano i<strong> 1.600 metri di quota</strong>. Una decisione presentata come la svolta ecologista per tagliare rumore e fumi nei mesi di massima calca estiva, ma che ha finito per travolgere anche i normali tour organizzati. Ovvero, quei viaggi di gruppo che da anni portano gli appassionati<strong> sulle <a href="https://www.hdmotori.it/auto-articoli-n563467-ecodolomitesgt-2022-rally-elettrico-risultati/">Dolomiti</a></strong> seguendo itinerari precisi e regole ferree.Certo, d'estate il traffico lassù è pesante e gli indisciplinati non mancano. Però la quadra trovata alla fine di infinite riunioni tra amministratori, hotel e ambientalisti sembra scontentare tutti. Chi vive e lavora in quota boccia il testo della Giunta. Lo definisce disordinato. Negli <strong>alberghi altoatesini </strong>l'aria è pesante. Parecchi gestori temono il tracollo economico e vedono l'attività di una vita messa in ginocchio da questa novità.<h2>Il no della FMI: "Così si cancella la nostra libertà"</h2><img class="alignnone size-full wp-image-278307" src="https://www.hdmotori.it/app/uploads/2026/07/Chiusura-passi-Bolzano.jpg" alt="" width="1086" height="620" />Il caso è esploso subito anche a livello nazionale. A farsi sentire con forza è la <strong>Federazione Motociclistica Italiana</strong>, rimasta spiazzata da una stretta così drastica. Il presidente della FMI, <strong>Giovanni Copioli</strong>, ha usato parole dure per descrivere l'impatto di questo stop su un intero movimento:<blockquote>"<strong>Rimango stupito e perplesso da questa delibera</strong>. In una provincia in cui le nostre attività portano un sano turismo di motociclisti desiderosi di scoprire il territorio, ci troviamo ora di fronte a un provvedimento che blocca l’accesso a strade simboliche per gli amanti delle due ruote. La FMI promuove un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, inoltre ritengo che il mototurismo sia veicolo di indotto economico e di visibilità per queste zone del nostro Paese. <strong>La norma emanata dalla Giunta limita la nostra libertà, motivo per cui la ritengo una imposizione ingiusta</strong>. La FMI incentiva il rispetto delle regole da parte di tutti coloro che frequentano le strade - di montagna e non solo - ma non è con questi provvedimenti che si favorisce una mobilità corretta e veramente sostenibile".</blockquote><h2>Dubbi sulla scelta</h2>Per la Federazione non si può cancellare un turismo che porta soldi, lavoro e visibilità a queste valli con un colpo di spugna. <strong>Copioli</strong> rivendica <strong>l'impegno storico della FMI</strong> per la guida sicura e responsabile, ma non ci sta a subire punizioni collettive. Per l'associazione, vietare l'accesso a tappeto non significa fare mobilità <a href="https://www.hdmotori.it/ex-alfa-romeo-arese-david-lloyd-apertura/">green</a>, ma solo imporre un limite ingiusto alla libertà di circolare. Un muro contro muro, l'ennesimo sulle strade alpine, che il mondo delle due ruote fa davvero fatica a mandare giù.
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