Vedi Napoli e poi molli: il campo largo si è squagliato in piazza. In bilico la manifestazione di Roma

14 Luglio 2026 - 18:45
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Vedi Napoli e poi molli: il campo largo si è squagliato in piazza. In bilico la manifestazione di Roma

Vedi Napoli e poi molli: il campo largo si è squagliato in piazza. In bilico la manifestazione di Roma

Il campo largo s’è squagliato in piazza come un gelato sull’asfalto di piazza del plebiscito. Dopo le clamorose contestazioni di Napoli, il progetto unitario di Pd, M5s e Avs si inceppa e il centrosinistra è costretto a fare i conti con divisioni, malumori e timori di nuove figuracce. La manifestazione prevista a Padova è stata ufficialmente cancellata e, secondo quanto filtra dagli ambienti del Nazareno, potrebbe saltare anche quella di riserva ipotizzata a Roma per la prossima settimana.

Più che mobilitare le piazze, Schlein, Conte e compagni sembrano impegnati a evitare nuovi incidenti politici. Per questo, almeno per il momento, l’unico appuntamento destinato a sopravvivere è la “veglia” davanti al Parlamento promossa da Riccardo Magi contro la riforma elettorale del governo Meloni.

Il flop di Napoli spaventa il Nazareno

A pesare come un macigno è soprattutto il precedente di Napoli. Quella che avrebbe dovuto essere la vetrina dell’opposizione unita si è trasformata in un caso politico ancora prima di prendere forma.

Nel Pd campano, infatti, la scelta della città non aveva mai convinto. Da settimane i dirigenti locali avevano fatto sapere alla segreteria nazionale che organizzare proprio a Napoli sarebbe stato un azzardo, anche alla luce del clima teso che si respira nel territorio e del concreto rischio di contestazioni. Un timore legato anche alle fratture aperte nel mondo della sinistra radicale e dei movimenti, mai realmente ricomposte, e ai delicati equilibri interni al partito in Campania.

A Roma, però, qualcuno avrebbe tirato dritto. E quando il progetto è naufragato, sono cominciate le rese dei conti. Secondo indiscrezioni, Elly Schlein non avrebbe nascosto la propria irritazione nei confronti di Marco Sarracino, responsabile Organizzazione del Pd e deputato campano, indicato come il dirigente che avrebbe dovuto garantire la riuscita dell’iniziativa. Dalla Campania, però, respingono la ricostruzione: sarebbero stati proprio Sarracino e il gruppo dirigente locale ad avvertire il Nazareno che quella manifestazione rischiava di trasformarsi in un clamoroso boomerang.

La guerra delle preferenze apre un altro fronte

Come se non bastasse, nel Pd è esplosa anche la battaglia sulla riforma elettorale. La decisione di Chiara Gribaudo, tra le più strette collaboratrici della segretaria, di aderire all’iniziativa trasversale contro il ritorno delle preferenze ha provocato l’irritazione di numerose parlamentari democratiche. Per una parte del partito presentarsi agli elettori difendendo le liste bloccate sarebbe politicamente difficile e rilancia invece lo strumento delle parlamentarie.

È una linea che in passato ha sostenuto con convinzione anche Stefano Bonaccini, oggi molto più prudente dopo il riavvicinamento alla segretaria, ma che continua a trovare sponde nell’area riformista. Lo ha ribadito anche Giorgio Gori, tornato recentemente sull’argomento con un intervento pubblico.

Non è un caso che attorno all’ex sindaco di Bergamo continuino a rincorrersi le voci di un possibile addio al Pd. Ad alimentarle è stata la sua partecipazione a diverse iniziative delle “Primarie delle idee”, il progetto politico lanciato da Matteo Renzi, sempre più osservato con interesse da una parte del mondo riformista.

Orfini prova a riorganizzare la sinistra dem

Come se il quadro non fosse già abbastanza complicato per Elly Schlein, nel Pd si muovono anche le correnti. Il 16 e 17 luglio, a Roma, si svolgerà la festa di Left Wing, l’area culturale guidata da Matteo Orfini. Tra i dirigenti democratici si racconta che l’ex leader dei Giovani Turchi stia lavorando per trasformare la propria area in un nuovo punto di riferimento della sinistra interna, allargando il perimetro ad altri esponenti del partito.

La partecipazione alla due giorni romana sarà letta come un vero test politico. Perché mentre il campo largo fatica perfino a organizzare una manifestazione unitaria senza essere travolto dalle polemiche, dentro il Pd è già ricominciata la battaglia per gli equilibri interni e addirittura per la leadership del dopo-Elly.

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