Addio al pm Giovanni Arena, dimostrò l’esistenza dell’ndrangheta in Liguria: aveva 62 anni

Genova. E’ morto dopo una lunga malattia il pubblico ministero Giovanni Arena, in servizio alla procura di Genova. Sessantadue anni, origini romane lavorava da più di vent’anni negli uffici genovesi.
Era nel pool della Direzione distrettuale antimafia e si era occupato di inchieste sulla presenza della ‘ndrangheta in Liguria. Grazie al suo lavoro aveva ottenuto pesanti condanne con l’inchiesta ‘La Svolta‘. Proprio per questo era finito sotto scorta. Arena aver coordinato insieme al collega Alberto Lari l’inchiesta sul calcio scommesse che aveva portato a scoprire una combine tra il Genoa e il Venezia. A causa della trasmissione degli atti giudiziari alla Procura federale il Genoa era stato retrocesso in serie C. Tra gli altri casi seguiti anche il femminicidio di Clara Ceccarelli uccisa nel febbraio del 2021 nel suo negozio in pieno centro dall’ex compagno Renato Scapusi che non voleva accettare la fine della loro relazione. Scapusi per quel fatto venne condannato all’ergastolo.
I funerali si svolgeranno lunedì 18 maggio alle 11.30 nella chiesa di Boccadasse mentre domani, alle 18 si terrà il rosario.
Il magistrato non era sposato, lascia l‘anziana madre di 96 anni e tanti amici, dai colleghi ai tanti ufficiali di polizia giudiziaria in cui ha lavorato per molti anni e che si sono avvicendati al suo capezzale nei lunghi mesi di malattia.
“Era un magistrato lucido, preparato, appassionato del suo lavoro – il ricordo del procuratore capo di Genova Nicola Piacente – e come una persona capace di concentrare su di se molta empatia oltre che di gestire al meglio il suo tempo nel lavoro e fuori dall’ufficio. Inconsciamente si rendeva conto, forse, di non averne molto a disposizione”.
“Giovanni, ha dedicato la sua vita al lavoro di pubblico ministero presso la procura della repubblica di Genova, rappresentando per tutti i colleghi un esempio di dedizione al lavoro – il ricordo del presidente dell’Anm di Genova Federico Manotti – e restando sempre un solido punto di riferimento. Negli anni in cui prestò servizio alla Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Genova condusse, fra le tante, l’indagine denominata “La svolta”, la prima nella quale fu riconosciuta l’esistenza di un’autonoma locale di ‘ndrangheta in Liguria e certificata giudizialmente l’esistenza del fenomeno mafioso sul territorio ligure. Ci mancheranno sempre la sua allegria e la fermezza con cui ha affrontato tutte le battaglie della sua vita, anche l’ultima”.
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