Al Mimit il Tavolo della moda sull’asse Roma-Parigi. Ospite il ministro francese Martin
È partito questa mattina alle 10, nella sede romana del Mimit, il Tavolo nazionale per il settore moda presieduto dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. Votato a una dimensione internazionale, l’incontro vede la partecipazione eccezionale del ministro delegato per l’Industria francese, Sébastien Martin, invitato come ospite d’onore.
Si tratta della prima riunione plenaria del Tavolo dopo oltre sette mesi di pausa: l’ultimo appuntamento risaliva al 15 dicembre scorso. La presenza di Martin non è un fatto isolato: lo scorso giugno, in occasione del Summit Francia-Italia di Cannes, la Camera Nazionale della Moda Italiana e la Fédération de la Haute Couture et de la Mode avevano firmato un nuovo protocollo d’intesa per rafforzare la cooperazione tra i due ecosistemi nazionali, in continuità con gli accordi già siglati nel 2000 e nel 2005. Un protocollo che “riveste un’importanza strutturale per il settore e segna l’inserimento della moda, insieme ad altri temi industriali, nell’agenda di questo vertice bilaterale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Confindustria Moda, presente anch’essa all’incontro nel corso del quale è intervenuto il presidente Luca Sburlati, sottolineando l’importanza di sviluppare un dialogo strutturato tra i due principali sistemi moda europei, affinché la collaborazione tra Italia e Francia contribuisca a rafforzare l’intera filiera manifatturiera. “Accogliamo con favore la volontà di rafforzare il dialogo tra Italia e Francia – ha commentato – iniziato con l’accordo tra le due Camere dalla moda. Rappresentiamo infatti i due principali Paesi della moda e della creatività mondiale. È una collaborazione che può generare valore solo se parte riconoscendo il ruolo strategico dell’intera filiera manifatturiera tessile ed industriale, vero motore della competitività europea (…)”.
La riunione è strutturata in due parti. La prima è dedicata alle interconnessioni tra i sistemi produttivi italiano e francese e alle possibili forme di cooperazione industriale congiunta, un tema reso ancora più rilevante dal fatto che le filiere dei due Paesi sono sempre più integrate, sia sul fronte della manifattura sia su quello degli investimenti. La seconda parte è invece riservata agli aggiornamenti sulle misure previste dal Piano Italia per la Moda.
Sul fronte interno, il Governo si presenta al Tavolo confermando lo stanziamento complessivo di 250 milioni di euro varato nell’ultima riunione plenaria: 100 milioni per i contratti di sviluppo, altri 100 milioni per i mini contratti di sviluppo (con soglia minima di accesso abbassata a 1 milione di euro), 15 milioni per la transizione ecologica e digitale e ulteriori risorse per la sostenibilità del comparto. Tra i dossier ancora aperti figurano la proroga per il 2026 del credito d’imposta per design e ideazione estetica, con l’intensità dell’agevolazione che dovrebbe salire dal 5 al 10%, e la definizione di una normativa più organica contro il caporalato nella filiera.
Resta inoltre centrale il fronte dell’ultra-fast fashion, su cui Roma e Parigi hanno già mosso passi paralleli: dal 1° luglio è in vigore nell’Unione europea il dazio fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, mentre in Francia l’8 luglio è stata promulgata una legge per ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile.

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