Gli Usa fanno archiviare a Watches of Switzerland un anno “da record” a +11%
Il mix di spinta nordamericana e traino della gioielleria ha consentito alla catena britannica Watches of Switzerland di chiudere un anno estremamente positivo, definito dal management “da record”. I ricavi hanno raggiunto quota 1,83 miliardi di sterline (pari a 2,1 miliardi di euro), in aumento dell’11% a cambi correnti e del 13% a cambi costanti rispetto all’esercizio precedente.
Come anticipato, sono gli Usa gli artefici del trend positivo, sebbene anche l’area britannica abbia registrato un risultato con il segno più. Tuttavia, nel bacino statunitense il fatturato è salito del 18% a cambi correnti (+24% a cambi costanti) a 927 milioni di sterline, superando per la prima volta il mercato domestico britannico e arrivando a rappresentare oltre la metà dei ricavi e ben il 62% dell’utile operativo del gruppo, grazie anche alla solida performance della divisione all’ingrosso Roberto Coin. Il Regno Unito, pur in un contesto di consumi più prudenti, ha comunque messo a segno una crescita del 5%, a 901 milioni di sterline.
Sul fronte della redditività, l’ebit rettificato si è attestato a 155 milioni di sterline, in crescita del 3%, con un margine dell’8,5%, in lieve flessione (-60 punti base) a causa della pressione sui margini dei brand partner, degli investimenti in infrastrutture e-commerce negli Stati Uniti e di una svalutazione una tantum legata a un cliente wholesale di Roberto Coin.
Come già emerso in generale nel settore dei preziosi, è la gioielleria di lusso a crescere più rapidamente, +14% a 238 milioni di sterline, sostenuta dallo slancio del brand Roberto Coin, in particolare negli Usa. Gli orologi di lusso, che restano il cuore del business con l’82% dei ricavi (1,5 miliardi di sterline) aumentano le vendite comunque di un ottimo 10 per cento. In forte espansione anche il segmento dell’usato certificato (Certified Pre-Owned), ormai oltre l’8% del fatturato orologi, e l’ecommerce, cresciuto del 21% a cambi costanti.
Sul piano finanziario, il gruppo ha generato un free cash flow di 162 milioni di sterline, quasi il doppio rispetto all’anno precedente, con un tasso di conversione dell’80 per cento. Questo ha permesso una significativa riduzione del debito netto, sceso a 57 milioni di sterline (da 96 milioni), nonostante l’acquisizione della maggioranza di Deutsch & Deutsch, catena texana con quattro showroom Rolex, perfezionata a gennaio 2026.
“Gli Stati Uniti continuano a essere il principale motore della crescita”, ha dichiarato Brian Duffy, CEO di Watches of Switzerland. “Si tratta di un traguardo importante nel mercato degli orologi di lusso più grande e in più rapida crescita al mondo, raggiunto in poco più di otto anni dall’ingresso negli Stati Uniti. Nel Regno Unito, le performance sono migliorate nonostante il difficile contesto macroeconomico, con una domanda resiliente di orologi e gioielli di lusso”. Il CEO ha sottolineato come le prime dieci settimane del nuovo esercizio siano state “incoraggianti”, con lo slancio statunitense che prosegue e segnali di miglioramento anche nel mercato britannico, dove il gruppo continua a puntare su location strategiche come il flagship Rolex di Old Bond Street a Londra.
Secondo quanto riportato ieri da Reuters, Watches of Switzerland sarebbe in trattative con possibili offerte per la sua privatizzazione, dato che le azioni rimangono al di sotto dei livelli del 2022.
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