Anfia: auto prodotte in Cina al 15,1% del mercato in 9 mesi
Milano, 1 ott. (askanews) – “L’inarrestabile ondata di importazioni di veicoli dalla Cina”, in assenza di misure che riportino la concorrenza “a livelli di equità”, sta causando “massicci licenziamenti e chiusure di stabilimenti” in Europa e rende necessarie misure immediate a livello Ue. È l’allarme lanciato dal presidente dell’Anfia Roberto Vavassori, commentando i dati del mercato auto italiano di settembre, cresciuto del 9,9% a 139.356 immatricolazioni. Nei primi nove mesi le registrazioni sono salite dell’8,7% a 1,269 milioni.
Secondo Anfia, le vetture prodotte in Cina rappresentano il 15,1% delle immatricolazioni italiane nei primi nove mesi e assorbono quasi interamente l’incremento del mercato registrato nel 2026.
“Mentre il mercato negli ultimi mesi ha perso parte della spinta positiva del primo semestre, chiediamo con forza e urgenza al governo di prendere atto della situazione che in Italia e in Europa sta vanificando gli importanti sforzi messi in atto dalla filiera dell’auto per mantenersi vitale”, ha affermato Vavassori.
Il presidente dell’associazione ha richiamato i dati Ocse secondo cui il sistema produttivo cinese beneficia di sussidi complessivamente da tre a otto volte superiori a quelli dei governi europei. Per Vavassori è quindi necessario adottare “immediatamente, a livello europeo, misure concrete che ripristinino una condizione di parità e reciprocità”, senza attendere “le lungaggini, le storture e le timidezze dell’Iaa attualmente in discussione a Bruxelles”. Sul fronte nazionale Anfia chiede inoltre di inserire nella prossima legge di Bilancio l’adeguamento della fiscalità delle auto aziendali.
Prosegue intanto la trasformazione del mix delle alimentazioni. A settembre le mild e full hybrid sono cresciute del 23,1% e hanno raggiunto il 50,4% del mercato. Le ricaricabili sono aumentate del 45,3%, con una quota salita al 18,8% dal 14,2%: le elettriche pure segnano +47,3% e il 7,6% di quota, le plug-in +43,9% e l’11,2%. In forte arretramento benzina (-13,9%, quota 17,7%) e diesel (-39%, quota 4,9%), mentre il Gpl cala del 4,5% e vale l’8,1%.
Tra i principali gruppi, Stellantis, inclusa Leapmotor, cresce a settembre del 12,3% con una quota del 27,8%. Volkswagen arretra del 3,8%, Renault dell’1,5%, Hyundai-Kia del 3,2% e Bmw del 6,7%, mentre Toyota sale dell’8,6%. Fra i brand cinesi Byd raddoppia le immatricolazioni (+108,8%), Omoda&Jaecoo segna +184,9%, Leapmotor +452,5% e MG +21,2%. In crescita anche Tesla, +47% a 2.132 vetture, con una quota dell’1,5%.
Anfia stima per l’intero 2026 circa 1,656 milioni di auto immatricolate, con una crescita dell’8,6% sul 2025.
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