Anghileri: “L’Italia punti su Industrial e Physical AI”. E propone AI Adoption Act, ZES per l’AI e un piano per attrarre 500 talenti

17 Ottobre 2026 - 12:40
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Anghileri: “L’Italia punti su Industrial e Physical AI”. E propone AI Adoption Act, ZES per l’AI e un piano per attrarre 500 talenti

Giovani Imprenditori

Anghileri: “L’Italia punti su Industrial e Physical AI”. E propone AI Adoption Act, ZES per l’AI e un piano per attrarre 500 talenti


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La presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Maria Anghileri presenta il piano Ital.IA. Al centro Industrial e Physical AI, un AI Adoption Act per le PMI, poli specializzati con procedure accelerate e un programma per attrarre e formare 500 talenti.

Pubblicato il 17 ott 2026



maria anghileri
Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria

L’intelligenza artificiale deve diventare una priorità strategica nazionale, con una politica industriale capace non soltanto di favorirne l’adozione nelle imprese, ma anche di rafforzare la capacità dell’Italia di sviluppare nuove tecnologie. È il messaggio lanciato da Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, nella relazione presentata al 41° Convegno di Capri con il titolo StrategIA. Il futuro è un’impresa umana.

Il cuore dell’intervento è il Piano Ital.IA 2030, un pacchetto di proposte che punta a trasformare l’intelligenza artificiale in una leva di competitività per il sistema produttivo italiano. La strategia individua due ambiti industriali prioritari sui quali concentrare gli investimenti, affiancandoli con interventi per sostenere le PMI, sviluppare infrastrutture e attrarre competenze.

Sul fondo c’è la preoccupazione per il ritardo europeo rispetto a Stati Uniti e Cina, ma anche la convinzione che l’Italia possa ritagliarsi un ruolo importante scegliendo di valorizzare le proprie competenze industriali, anziché inseguire i leader mondiali nei settori in cui il divario è ormai molto ampio.

Le due priorità industriali: Physical AI e AI for Science

La prima scelta riguarda i settori su cui concentrare gli investimenti pubblici e privati. Anghileri indica come priorità Industrial, Edge e Physical AI, ossia le applicazioni dell’intelligenza artificiale direttamente integrate nelle macchine, negli impianti e nei processi produttivi.

“Non serve rincorrere la Silicon Valley sul terreno dei grandi modelli”, sostiene la presidente dei Giovani Imprenditori.

La proposta parte da una valutazione delle caratteristiche del sistema industriale italiano. Il Paese possiede competenze riconosciute nella meccanica, nell’automazione e nella produzione di beni strumentali ad alta tecnologia. Integrare capacità avanzate di intelligenza artificiale in queste tecnologie può rappresentare un’opportunità per aumentare il valore aggiunto delle macchine e rafforzarne la competitività internazionale.

L’obiettivo non è dunque soltanto utilizzare l’AI per migliorare la produttività delle imprese italiane, ma sviluppare tecnologie e soluzioni di AI industriale da vendere sui mercati internazionali.

In questa prospettiva rientra anche la possibilità di sviluppare applicazioni verticali a partire da modelli open weight, valorizzando dati, processi e competenze specifiche dei settori in cui l’Italia dispone di un patrimonio industriale e scientifico consolidato.

La seconda priorità è rappresentata da AI for Science e Life Sciences. In settori come farmaceutica, biotecnologie e chimica l’intelligenza artificiale può accelerare la ricerca e ridurre i tempi necessari per trasformare le scoperte scientifiche in applicazioni industriali.

Per sviluppare questo ambito il piano propone anche di valorizzare, con le necessarie garanzie, il patrimonio informativo sanitario italiano e le capacità di validazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Un AI Adoption Act per le PMI

Accanto alla scelta dei settori prioritari, il piano presenta alcune proposte per favorire la diffusione e lo sviluppo dell’AI.

La prima è la creazione di una Unità di attuazione per l’intelligenza artificiale, incaricata di coordinare gli interventi su due fronti: sostenere l’adozione della tecnologia nelle imprese e rafforzare la capacità nazionale di produrla.

Per accelerare la diffusione dell’AI nel sistema produttivo viene proposto un AI Adoption Act, uno strumento nazionale che dovrebbe mettere a sistema ricerca, incentivi e infrastrutture, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.

Il problema è il forte divario dimensionale nell’adozione della tecnologia. Secondo i dati Istat relativi al 2025, l’intelligenza artificiale viene utilizzata dal 53,1% delle grandi imprese, contro il 15,7% delle PMI con almeno 10 addetti.

Nuove ZES per l’intelligenza artificiale

Il secondo intervento riguarda invece la capacità di sviluppare AI in Italia. La proposta è creare Poli dell’AI, ecosistemi nei quali imprese, università e centri di ricerca possano collaborare allo sviluppo di nuove tecnologie, disponendo di infrastrutture di calcolo, energia, strumenti finanziari dedicati e procedure autorizzative accelerate.

Per favorire la nascita e lo sviluppo di questi poli, Anghileri propone di replicare il modello delle Zone Economiche Speciali (ZES), concentrando in aree definite condizioni favorevoli agli investimenti e all’insediamento di nuove attività. Nascerebbero così delle ZES AI, nelle quali capitale pubblico e privato possano investire congiuntamente per costruire veri e propri ecosistemi industriali dell’intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle startup e alle nuove imprese innovative.

L’idea è dunque creare aree nelle quali gli investitori possano trovare non soltanto infrastrutture tecnologiche ed energetiche adeguate, ma anche un contesto amministrativo e finanziario capace di accelerare la realizzazione dei progetti. Le grandi imprese potrebbero svolgere il ruolo di capofila di questi ecosistemi, aggregando attorno a sé PMI, startup, università e centri di ricerca. Un ruolo nel quale, ha sottolineato Anghileri, Confindustria è pronta a fare la propria parte.

La proposta nasce anche dalla convinzione che la velocità delle procedure amministrative sia diventata un fattore determinante per la competitività degli investimenti tecnologici. Anghileri ha richiamato, a questo proposito, i risultati della ZES Unica, con oltre 1.500 autorizzazioni rilasciate, contrapponendoli alle 4.000 autorizzazioni per impianti fotovoltaici che, secondo i dati citati nella relazione, risultano bloccate. Un confronto utilizzato per sottolineare come tempi amministrativi troppo lunghi possano compromettere la realizzazione degli investimenti, soprattutto in un settore come l’intelligenza artificiale, caratterizzato da cicli di innovazione particolarmente rapidi.

I Poli AI avrebbero infine un’ulteriore funzione strategica: contribuire ad attrarre e riportare in Italia i talenti specializzati, offrendo opportunità di ricerca, sviluppo e imprenditorialità in un contesto tecnologicamente avanzato. Le ZES AI si configurerebbero quindi non soltanto come uno strumento di attrazione degli investimenti, ma come un possibile acceleratore della costruzione di una filiera nazionale dell’intelligenza artificiale.

Sovranità tecnologica, infrastrutture ed energia

La strategia nazionale si inserisce in una riflessione più ampia sulla sovranità tecnologica europea.

Anghileri richiama la dipendenza dell’Europa da fornitori extraeuropei per tecnologie digitali, infrastrutture e capacità di calcolo. Una condizione che rischia di accentuarsi con la crescita dell’intelligenza artificiale, caratterizzata da un’elevata concentrazione di risorse tecnologiche e finanziarie.

La risposta, secondo i Giovani Imprenditori, deve passare dalla costruzione di una filiera europea dell’AI, fondata sul controllo dei dati, sulla disponibilità di infrastrutture di calcolo e sul rafforzamento della capacità di progettare e produrre semiconduttori.

In questo quadro la presidente esprime il sostegno dei Giovani Imprenditori alla candidatura italiana per ospitare una delle AI Gigafactory europee, considerata un’opportunità per mettere a sistema le competenze e le infrastrutture già presenti in diversi poli tecnologici nazionali.

Ma la crescita delle infrastrutture digitali rende ancora più urgente affrontare la questione energetica. Secondo Anghileri, politica industriale, politica digitale e politica energetica non possono più essere considerate separatamente.

Il costo dell’energia rappresenta uno degli ostacoli più rilevanti alla competitività delle imprese italiane, insieme al costo del lavoro, alla burocrazia e all’incertezza normativa.

A questo si aggiunge il problema della lentezza delle autorizzazioni. “Il tempo è un fattore produttivo”, osserva Anghileri, chiedendo l’introduzione di procedure accelerate, sul modello fast track, per i grandi progetti strategici relativi a energia, nucleare e intelligenza artificiale.

Anche a livello europeo la presidente sollecita il superamento della frammentazione dei mercati dei capitali e dell’energia e una regolamentazione dell’AI più chiara e proporzionata. Il timore espresso è che l’incertezza interpretativa e gli adempimenti legati all’AI Act possano ostacolare la sperimentazione e favorire lo spostamento degli investimenti tecnologici fuori dall’Europa.

Il progetto 500 Talenti per l’AI e la sfida delle competenze

Un capitolo importante del piano riguarda lo sviluppo e l’attrazione delle competenze necessarie alla filiera nazionale dell’intelligenza artificiale.

La proposta più concreta è il progetto 500 Talenti per l’AI, che prevede di individuare 100 giovani ogni anno, per cinque anni, nei settori in cui l’Italia deve colmare i propri divari tecnologici: algoritmi, semiconduttori, robotica e cybersecurity.

Per questi profili dovrebbero essere costruiti percorsi di alta specializzazione presso centri di eccellenza internazionali, accompagnati fin dall’inizio da un accordo per il rientro in Italia.

Anghileri propone poi una campagna internazionale per riportare nel Paese professionisti già affermati, attraverso il coinvolgimento della rete consolare e un aggiornamento del regime fiscale degli impatriati per i profili strategici.

Sul fronte dell’istruzione, il piano introduce l’idea di un Alfabeto nazionale dell’intelligenza artificiale, destinato a fornire a studenti e insegnanti una base comune di conoscenze, e propone di integrare maggiormente competenze scientifiche e umanistiche nei percorsi universitari.

La relazione affronta anche una questione particolarmente delicata: l’impatto dell’AI sui giovani che entrano nel mondo del lavoro.

Il rischio è che l’automazione investa proprio le attività tradizionalmente affidate ai profili junior, attraverso le quali i lavoratori sviluppano progressivamente esperienza e competenze.

Per questo, secondo Anghileri, le imprese devono ripensare i percorsi di ingresso e di crescita professionale, evitando che l’intelligenza artificiale finisca per eliminare le opportunità attraverso cui si formano i professionisti del futuro.

Il richiamo alla politica: investimenti, giovani e scelte strategiche

La relazione contiene infine un richiamo alla politica economica e alle scelte che dovranno caratterizzare i prossimi anni.

In vista della legge di Bilancio, Anghileri chiede che l’attenzione alla tenuta dei conti pubblici non si traduca in un ridimensionamento degli interventi a favore dei giovani e delle imprese.

Tra le proposte torna quella di un regime IRPEF agevolato per gli under 35, con un’esenzione decrescente nei primi cinque anni dal primo impiego, per redditi fino a 50.000 euro: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto.

L’obiettivo dichiarato è aumentare il reddito disponibile dei giovani lavoratori e rendere il Paese più attrattivo, contrastando la perdita di talenti verso l’estero.

Ma la richiesta più ampia riguarda la continuità delle politiche industriali, che secondo i Giovani Imprenditori devono superare l’orizzonte delle singole legislature.

“Servono scelte strategiche, non piccoli dividendi elettorali”, afferma Anghileri, annunciando che i Giovani Imprenditori valuteranno i programmi dei partiti anche in base alla capacità di proporre interventi concreti e realizzabili sul futuro dell’economia e sull’intelligenza artificiale.

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