Carceri, allarme sovraffollamento nel Siracusano: Augusta al 181%, Cavadonna al 128%

17 Ottobre 2026 - 13:40
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Carceri, allarme sovraffollamento nel Siracusano: Augusta al 181%, Cavadonna al 128%

Sovraffollamento, posti detentivi indisponibili e carenze di organico. È un quadro complesso quello che emerge dal Report mensile sulle carceri italiane di Ottorighe, relativo a settembre 2026 e basato sui dati del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) e sulle schede di trasparenza del Ministero della Giustizia.

La situazione nazionale registra 66.063 persone detenute a fronte di una capienza effettiva di 46.248 posti, con un tasso di affollamento reale del 142,8%. Il dato è sensibilmente superiore al 128,8% calcolato sulla capienza regolamentare, perché dalle disponibilità vengono sottratti i posti che non possono essere utilizzati.

Sono infatti 5.047 i posti dichiarati ma indisponibili. Il problema non riguarda soltanto la differenza tra detenuti e posti disponibili: secondo l’indicatore DIS elaborato da Ottorighe, il 95% della popolazione detenuta, pari a 62.776 persone, si trova in istituti che superano la propria capienza effettiva.

A settembre, inoltre, gli istituti penitenziari sovraffollati risultano 163 su 189, contro i 147 che superano la capienza se si considera il dato ufficiale. Rispetto a settembre 2025, le presenze complessive sono aumentate di 2.865 unità, mentre nell’ultimo mese si è registrato un incremento di 402 detenuti.

Anche la Sicilia presenta criticità diffuse. Nei 23 istituti penitenziari dell’Isola risultano 7.319 detenuti per 5.544 posti effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento reale del 132%. La capienza regolamentare regionale è pari a 6.442 posti, ma 898 risultano inagibili o comunque non disponibili. È proprio questa differenza a spiegare perché il dato ufficiale, pari al 114%, sottostimi la pressione effettiva sulle strutture.

Nel complesso, 20 istituti siciliani su 23 superano la capienza reale. L’indicatore DIS effettivo raggiunge il 94,6%: quasi tutta la popolazione detenuta dell’Isola vive quindi in carceri che ospitano più persone rispetto ai posti realmente utilizzabili.

Sul fronte del personale, la regione dispone di 3.698 agenti di Polizia penitenziaria su 4.297 previsti, con una carenza del 14%. Per il personale civile, che comprende amministrativi ed educatori, la scopertura è dell’8%. Il rapporto medio regionale è di un educatore ogni 64 detenuti.

Spostando il focus nella nostra provincia, tra gli istituti del territorio siracusano, la situazione più critica per il sovraffollamento reale emersa dallo studio è quella della Casa di reclusione di Augusta.

A settembre risultano presenti 483 detenuti per appena 267 posti effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento del 180,9%. La capienza regolamentare è di 364 posti, ma 97 sono inagibili: più di un quarto della disponibilità dichiarata non può quindi essere utilizzato.

Il dato ufficiale restituisce un affollamento del 133%, mentre quello calcolato sui posti realmente disponibili supera il 180%. La differenza è significativa e mostra come la disponibilità effettiva degli spazi rappresenti uno dei nodi centrali del sistema penitenziario.

Rispetto a settembre 2025, le presenze ad Augusta sono diminuite di 107 detenuti. Nonostante il calo, la struttura resta quella con il più elevato tasso di affollamento reale tra gli istituti siciliani.

Anche il personale presenta una scopertura: sono 203 gli agenti in servizio rispetto ai 224 previsti, con una carenza del 9%. Gli educatori sono nove, con un rapporto di un professionista ogni 54 detenuti.

Spostandosi nel capoluogo, invece, alla Casa circondariale di Siracusa, il carcere di Cavadonna, il report registra 697 detenuti a fronte di 545 posti disponibili, con un tasso di affollamento del 128%.

In questo caso la capienza effettiva coincide con quella regolamentare, perché le schede di trasparenza non segnalano posti inagibili. La pressione sulla struttura deriva quindi dal numero delle presenze, superiore di 152 unità rispetto ai posti disponibili. Il dato è in crescita rispetto a settembre 2025, quando i detenuti erano 679: nell’arco di un anno l’aumento è stato di 18 presenze.

Sul fronte della Polizia penitenziaria, a Cavadonna sono in servizio 258 agenti a fronte dei 310 previsti. Mancano dunque 52 unità rispetto alla pianta organica, con una scopertura del 17%.

Il report segnala inoltre la presenza di otto educatori, pari a un rapporto di un educatore ogni 87 detenuti. Si tratta del rapporto più elevato tra i tre istituti del territorio considerati.

La situazione di Cavadonna è stata segnata anche da una protesta nel blocco ad alta sicurezza il 2 settembre, durante la quale sono rimasti feriti due agenti. Secondo quanto riportato nel documento, la direzione aveva indicato come causa il divieto di inserire beni deperibili nei pacchi dei familiari, mentre il personale aveva richiamato le carenze di organico.

Diversa la situazione nell’ultimo istituto penitenziario della provincia, quello della Casa di reclusione di Noto. A settembre i detenuti risultano 154, a fronte di 160 posti effettivamente disponibili. Il tasso di affollamento reale è quindi del 96,2%, l’unico dei tre istituti della provincia a rimanere sotto la soglia di saturazione.

Anche in questo caso, tuttavia, la capienza effettiva è inferiore a quella regolamentare: dei 176 posti dichiarati, 16 risultano inagibili. Le presenze sono aumentate di 16 unità rispetto a settembre 2025 e, nei tredici mesi considerati dal report, hanno oscillato tra 138 e 162 detenuti. La struttura si trova dunque vicina alla saturazione, con margini di disponibilità limitati.

La carenza di personale è pari al 20%: gli agenti in servizio sono 71, contro gli 89 previsti. Gli educatori sono cinque, con un rapporto di uno ogni 31 detenuti, il più favorevole tra le tre strutture del territorio.

Considerando insieme Augusta, Cavadonna e Noto, negli istituti penitenziari della provincia risultano 1.334 detenuti per 972 posti effettivamente disponibili. Il rapporto aggregato equivale a un affollamento reale di circa il 137%.

La somma dei posti regolamentari dei tre istituti è di 1.085, ma 113 risultano indisponibili: 97 ad Augusta e 16 a Noto. Cavadonna, invece, non presenta posti inagibili secondo le schede ministeriali utilizzate dal report.

Anche gli organici mostrano un deficit significativo. Complessivamente, nei tre istituti sono in servizio 532 agenti rispetto ai 623 previsti: 91 unità in meno rispetto alla dotazione organica programmata.

I dati delineano quindi tre situazioni differenti, ma accomunate da una pressione significativa sul sistema penitenziario. Augusta presenta il sovraffollamento più elevato, Cavadonna registra il maggior numero di detenuti e una carenza di 52 agenti, mentre Noto, pur rimanendo sotto la capienza effettiva, dispone di un margine ristretto e deve fare i conti con una scopertura del personale pari al 20%.

Il report di settembre mette così in evidenza come, tanto nel Siracusano quanto nel resto della Sicilia, la questione carceraria non riguardi soltanto il numero delle persone detenute, ma anche la disponibilità concreta degli spazi e il personale necessario a garantire il funzionamento degli istituti.

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