Appennino, a Montebruno nasce la rete Patrania: tre valli e nuove idee per l’entroterra

25 Maggio 2026 - 10:35
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Appennino, a Montebruno nasce la rete Patrania: tre valli e nuove idee per l’entroterra
montebruno

Val Trebbia. Montebruno sarà il punto d’incontro di tre valli e di un’idea concreta di futuro per l’entroterra ligure. Sabato 6 giugno si terrà la presentazione pubblica di PATRANIA – Saperi in rete, progetto di cooperazione culturale e territoriale che coinvolge Val Brevenna, Val Pentemina e Val Trebbia, con l’obiettivo di riattivare luoghi, conoscenze, relazioni e presìdi locali attraverso attività culturali, laboratori, escursioni, interventi di recupero e momenti di partecipazione.

La giornata si aprirà alle 9.45 con l’accoglienza dei partecipanti e proseguirà dalle 10.00 con i saluti istituzionali. Sono previsti gli interventi di Caterina Barbieri, Sindaca di Montebruno, Alessio Piana, Assessore regionale allo Sviluppo economico, Industria, Blue Economy, Porti, Logistica, Commercio, Artigianato, Ricerca e Innovazione tecnologica, Programmazione FESR, Cooperazione territoriale europea, Caccia e Pesca sportiva, Federico Marenco, Direttore Generale dell’Agricoltura delle Aree protette e della Natura e Direttore dell’Ente Parco Naturale Regionale dell’Antola, Giulio Oliveri, Presidente del Parco dell’Antola, Rappresentanti di Fondazione Carige, Roberto La Marca per Legacoop Liguria e Angelo Carpignano, Presidente della Cooperativa di Comunità Val Pentemina.

PATRANIA nasce come progetto di rete tra Cooperativa di Comunità Val Pentemina, Fondazione Comunità dei Monti ETS e Associazione Storie di Barche, con il contributo della Fondazione Carige e il supporto della Libreria Capurro Recco. Il nome richiama l’antica regione patranica, territorio di passaggio tra mare e montagna, oggi reinterpretato come spazio di connessione tra comunità, saperi artigianali, cultura locale e nuove forme di sviluppo sostenibile.

“Il Progetto va nella direzione giusta: mettere insieme territori, comunità e competenze per costruire occasioni concrete di crescita nell’entroterra ligure – dichiara Marco Bucci, presidente della Regione Liguria – La Liguria non è fatta solo dalla sua costa, ma anche da valli, borghi, boschi, imprese, associazioni e persone che custodiscono saperi importanti e possono trasformarli in sviluppo, lavoro e qualità della vita. La Regione vuole sostenere i progetti che rafforzano i legami locali e rendono più attrattive le nostre aree interne, perché il futuro passa anche dalla capacità di far vivere questi luoghi tutto l’anno, e sostenerli anche mettendo la propria organizzazione a disposizione di progetti di tale respiro pubblico e sociale”.

Al Presidente della Regione fa eco Alessio Piana, Assessore regionale allo Sviluppo economico e alla Cooperazione territoriale europea: “PATRANIA dimostra che le aree interne non chiedono di essere raccontate con nostalgia, ma di essere messe nelle condizioni di generare nuove opportunità. Qui cooperazione, cultura, artigianato, ambiente e valorizzazione del territorio diventano strumenti di crescita locale, con un metodo che parte dai territori e dalle comunità”.

La mattinata entrerà nel merito dei temi centrali del progetto. La Cooperativa di Comunità Val Pentemina presenterà “Nuovi centri di reddito per la Val Pentemina”; l’Associazione Storie di Barche racconterà “Una barca nel bosco: dalla carpenteria alla riattivazione”; la Fondazione Comunità dei Monti ETS interverrà con “Unirci con i nostri boschi per riscoprire il futuro”. Dopo il coffee break, il programma prevede l’intervento di Gianluigi Granero, Segreteria di Presidenza e Direzione Legacoop Nazionale, su “Legacoop come sistema abilitante per la crescita e lo sviluppo locale”, e quello di Daniela Minetti, Direzione Generale Agricoltura, Aree protette e Natura di Regione Liguria, dedicato a “Il rilancio dell’entroterra: dai valori ambientali e culturali del territorio a modelli innovativi”.

“PATRANIA nasce da una domanda semplice e molto concreta: che cosa possiamo fare perché questi luoghi non restino soltanto memoria, ma tornino a produrre incontri, lavoro culturale, competenze e appartenenza? La risposta è una rete fatta di persone, borghi, boschi, libri, sentieri, mestieri e cura quotidiana”, sottolinea Carlo Forcheri, uno degli ideatori del progetto.
Il progetto non si limita a un calendario di appuntamenti. Tra i presìdi già individuati figurano la Casa del Castagno in Valbrevenna, spazio legato al racconto del patrimonio forestale ligure; la Libreria dell’Appennino a Pentema, presso Ca’ di Gianchi; “Una barca nel bosco” a Garbarino, con corsi di carpenteria e laboratori che uniscono cultura marinara e saperi del bosco; il ponte medievale sul Torrente Pescia a Rovegno, pensato come recupero fisico e simbolico di un collegamento storico lungo l’antica Via di Chiavari.

“Per il Parco dell’Antola questo progetto ha un valore particolare, perché parla la lingua del territorio: cura dei luoghi, attenzione alle comunità, conoscenza dell’ambiente, turismo lento e responsabilità. Il Parco è natura, certo, ma è anche storia abitata, cultura materiale, paesi, sentieri e persone che continuano a dare senso a questi paesaggi” conclude Giulio Oliveri, Presidente del Parco dell’Antola.

Dopo la pausa pranzo, dalle 14.30, Montebruno diventerà il teatro di attività diffuse e aperte sul territorio. Sono previsti il tour del borgo con Ennio Cirnigliaro, archeologo e divulgatore della Regione e del Parco Naturale Regionale dell’Antola, l’apertura del Museo della Cultura Contadina, una caccia al tesoro con mappa alla scoperta di storie e curiosità locali, lo stand di Storie di Barche nel chiostro con esposizione degli attrezzi del mestiere e dimostrazioni di base, lo stand della Cooperativa di Comunità con la Libreria dell’Appennino e il progetto Casa del Castagno, oltre allo stand della Comunità dei Monti dedicato al Ponte Medievale e alle proposte di escursione nell’area Patrania.

La scelta di Montebruno non è casuale. Il borgo, nel cuore dell’Alta Val Trebbia, custodisce un patrimonio culturale legato alla vita contadina, al Santuario, al chiostro e al Museo della Cultura Contadina, che conserva oggetti, strumenti e memorie della civiltà rurale. In una giornata dedicata alla riattivazione dell’entroterra, questo contesto diventa parte del messaggio: il futuro delle valli non nasce cancellando ciò che sono state, ma trasformando memoria e competenze in nuove possibilità.
La chiusura delle attività è prevista alle 16.00.

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