Apple perde il ricorso sul DMA: l'Europa conferma la stretta su App Store e iOS
Apple ha perso il ricorso contro la Commissione europea sulla designazione di gatekeeper prevista dal Digital Markets Act. Il Tribunale dell’Unione europea ha respinto le azioni presentate dalla società e ha confermato la linea di Bruxelles: App Store e iOS restano soggetti alle regole europee nate per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali.
Per Cupertino la sconfitta è pesante, perché riguarda il controllo della distribuzione delle app, uno dei pezzi su cui ha costruito buona parte del suo ecosistema. La società chiedeva di guardare ai vari App Store uno per uno, separando iOS, iPadOS, watchOS, macOS e tvOS. I giudici non hanno accolto questa tesi: per la Commissione, e ora anche per il Tribunale, quei negozi formano un unico servizio di piattaforma di base consentendo di mettere in contatto sviluppatori e utenti per distribuire applicazioni.
La sentenza interviene anche su iMessage, ma senza modificare la situazione del servizio. Il Tribunale ha dichiarato inammissibili le azioni di Apple sulla classificazione di iMessage come servizio di comunicazione interpersonale indipendente dal numero e come servizio di piattaforma di base. Secondo i giudici, quella classificazione non produce da sola effetti giuridici vincolanti sulla posizione della società.
Bruxelles, nel febbraio 2024, aveva già deciso di non designare Apple come gatekeeper per iMessage. Gli obblighi del DMA, quindi, non si applicano al servizio di messaggistica e la sentenza non impone ad Apple di renderlo interoperabile con WhatsApp, Telegram o altre piattaforme.
Apple ha sempre contestato l’impostazione europea, sostenendo che il DMA rischi di indebolire le protezioni costruite negli anni su privacy e sicurezza. La società ha ribadito la propria posizione anche dopo la sentenza, spiegando che continuerà a difendere l’innovazione e la privacy degli utenti europei.
La pressione del DMA si vede già anche sulle nuove funzioni basate su AI. Apple ha annunciato la nuova versione di Siri, attesa negli Stati Uniti a metà settembre, ma non ha comunicato alcuna data per l’Europa. La socità ha collegato questa incertezza alle regole europee, sostenendo che gli obblighi del DMA rendano più difficile portare nell’Unione alcune funzioni avanzate costruite sull’integrazione tra servizi, dati personali e dispositivi.
Apple non ha ancora chiarito se presenterà appello. Restano comunque aperti altri procedimenti, compreso quello sulla multa da 500 milioni di euro legata ai limiti imposti agli sviluppatori nel segnalare offerte e pagamenti alternativi fuori dall’App Store.
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