Apple verso l’era Ternus: meno soldi agli azionisti, più risorse per AI e acquisizioni

Maggio 04, 2026 - 09:34
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Apple verso l’era Ternus: meno soldi agli azionisti, più risorse per AI e acquisizioni

Quando Tim Cook è diventato amministratore delegato di Apple, quasi quindici anni fa, una delle sue prime decisioni rilevanti è stata anche una delle più simboliche: cambiare una linea che Steve Jobs aveva mantenuto a lungo, evitando sia i riacquisti di azioni proprie sia la distribuzione dei dividendi.

Jobs non aveva mai considerato la cassa come una risorsa da distribuire con leggerezza
. La sua prudenza nasceva anche dall’esperienza diretta degli anni più difficili di Apple: dopo aver visto la società arrivare vicina al fallimento negli anni Novanta, mantenere una riserva di liquidità significativa era diventato quasi un principio di gestione. Cook, una volta arrivato alla guida, ha scelto invece di aprire una fase diversa, più attenta anche alle attese degli azionisti e alla capacità del titolo di attrarre capitali istituzionali e piccoli risparmiatori. Da qui, nel 2012, il ritorno del dividendo trimestrale e l’avvio di una politica sistematica di riacquisti azionari.

Non è però una contrapposizione semplice. La prudenza dell’era Jobs ha garantito ad Apple le risorse per finanziare prodotti destinati a trasformare il mercato, dall’iPhone all’iPad. La stagione Cook, al contrario, ha potuto contare su una generazione di cassa talmente ampia da consentire oltre mille miliardi di dollari di ritorni agli azionisti tra dividendi e buyback, contribuendo al tempo stesso ad allargare la base degli investitori e ad accompagnare la corsa della capitalizzazione fino alla soglia dei 4.000 miliardi di dollari.

LA FINE DI UN OBIETTIVO

Ora, con un altro amministratore delegato in arrivo, il responsabile hardware, John Ternus, anche questa impostazione sembra destinata a entrare in una fase diversa. Stando a quanto riportato da Mark Gurman su Bloomberg, da tempo, all’interno di Apple, molti ingegneri e designer di prodotto spingerebbero perché la società trattenga una quota maggiore della propria liquidità invece di restituirla agli azionisti. La ragione è comprensibile: quella cassa potrebbe essere usata per acquisizioni importanti, assunzioni mirate e un ampliamento delle attività di ricerca e sviluppo.

Apple genera utili più che sufficienti sia per investire sia per premiare gli investitori. Tuttavia, la società che si starebbe delineando con Ternus potrebbe essere meno legata all’idea di dover continuare a convogliare grandi quantità di denaro verso gli azionisti con la stessa regolarità degli ultimi anni. Secondo Bloomberg, anche se Cook resterà alla guida fino a settembre, una decisione di questa portata difficilmente sarebbe stata presa senza il consenso o l’influenza del suo successore designato.

Il segnale è arrivato durante la conference call trimestrale della scorsa settimana, quando il direttore finanziario, Kevan Parekh, ha affermato che Apple non considererà più il "net cash neutral" un obiettivo formale. Dal 2018, la società puntava a mantenere un equilibrio tra cassa e debito. Nella pratica, questo significava ridurre la grande riserva di liquidità accumulata negli anni precedenti per avvicinarla al livello, molto più basso, del debito. Apple continua ad avere una cassa superiore al debito, ma il principio era proprio quello di riequilibrare progressivamente la struttura finanziaria.

PIÙ MARGINE DI MANOVRA

Il vecchio modello, comunque, non scompare. Apple ha appena autorizzato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 100 miliardi di dollari e deve ancora completare una parte significativa di un piano precedente. La decisione, però, non è solo formale: eliminare il net cash neutral dagli obiettivi dichiarati significa rendere meno rigida la cornice entro cui verranno decise le prossime mosse finanziarie.

Parekh ha chiarito così la nuova posizione: "Prevediamo di continuare la nostra filosofia di allocazione del capitale, facendo prima tutti gli investimenti necessari a supportare il business e poi restituendo nel tempo agli azionisti la liquidità in eccesso". Il CFO ha anche ricordato che il net cash neutral è stato "un quadro di riferimento prezioso" per la struttura del capitale e che, dal 2018, Apple ha ridimensionato in modo significativo il proprio bilancio, riducendo la cassa netta di oltre 100 miliardi di dollari.

Il punto è proprio questo: Apple potrà decidere con maggiore libertà se continuare a restituire capitale agli azionisti agli stessi ritmi degli ultimi anni o se destinare una quota più ampia delle risorse ad altri obiettivi. Finora, Apple non ha mai costruito la propria crescita su grandi acquisizioni: l’operazione più rilevante resta Beats Electronics, acquistata nel 2014 per 3 miliardi di dollari. La scelta di trattenere più liquidità, però, potrebbe avere anche ragioni meno legate al prodotto, come la possibilità di gestire con maggiore agio il rimborso del debito.


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