Apple vuole acquistare chip di memoria dalla cinese CXMT
Secondo le fonti del Financial Times, Apple avrebbe avviato attività di lobbying per ottenere dall’amministrazione Trump il permesso di acquistare chip di memoria da CXMT (ChangXin Memory Technologies), azienda cinese inserita nella blacklist del Dipartimento della Difesa (come Alibaba). L’azienda di Cupertino cerca nuovi fornitori per ridurre i costi dovuti all’attuale crisi che hanno causato un incremento dei prezzi di iPad e Mac.
Rischi reputazionali per Apple
CXMT è stata inserita nel cosiddetto elenco 1260H del Pentagono. Viene quindi considerata un’azienda militare cinese perché collabora con l’Esercito Popolare di Liberazione. Il Dipartimento della Difesa non può firmare o rinnovare contratti di fornitura con le aziende incluse nella blacklist.
CXMT doveva essere inserita anche nella famigerata Entity List del Dipartimento del Commercio, ma ciò non è avvenuto per evitare conseguenze sui negoziati commerciali in corso con la Cina. Apple potrebbe quindi acquistare chip DRAM dal produttore cinese o da YMTC (Yangtze Memory Technologies Co.), anch’essa inclusa nella blacklist. Vuole però un’autorizzazione esplicita dall’amministrazione Trump per evitare rischi reputazionali (danni di immagine che avrebbero un impatto sulle vendite e sul valore azionario).
I tre leader mondiali del settore sono Samsung, Micron e SK hynix. Per ottenere maggiori profitti hanno incrementato la produzione di HBM (High Bandwidth Memory) per data center AI, quindi la disponibilità delle DRAM è diminuita. Ciò ha comportato un aumento dei costi. Apple ha quindi deciso di incrementare i prezzi di iPad e Mac. I chip di CXMT sono un’alternativa più economica. La statunitense Corsair utilizza i chip dell’azienda cinese per i moduli di memoria DDR5.
Difficilmente Apple riuscirà ad ottenere l’autorizzazione. In ogni caso riceverebbe pesanti critiche dal Congresso. Il repubblicano John Moolenaar (Presidente della Commissione sulla Cina alla Camera dei Rappresentanti) ha dichiarato:
La scelta di Apple di collaborare con un’azienda militare cinese sarebbe un grave errore. Aiutare il Partito Comunista Cinese a raggiungere i suoi obiettivi di dominio sulle catene di approvvigionamento critiche renderà l’industria tecnologica e l’economia del nostro Paese più dipendenti dalla Cina in un momento in cui dobbiamo costruire catene di approvvigionamento tecnologiche sicure con i nostri alleati.
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