Aquilani: "Spalletti, Allegri, Fabregas maestri... Ma chi mi ha cambiato è Jorge Jesus in Portogallo"

22 Luglio 2026 - 15:30
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L'intervista del tecnico del Sassuolo

Alberto Aquilani, nuovo tecnico del Sassuolo, ha parlato a La Gazzetta dello Sport a cominciare dalla dicotomia tra giochisti e risultatisti:

"Non ne comprendo il senso. Giochista e risultatista hanno lo stesso obiettivo: vincere le partite. Fare gol e subirne il meno possibile. Poi ovvio: c’è un po’ di gusto personale che determina uno stile piuttosto che un altro".

MODELLI

"De Zerbi è un amico, con lui ho un confronto quasi quotidiano e appena potevo andavo a Marsiglia. Fabregas mi aveva incuriosito e così sono andato a trovarlo per vederlo al lavoro. Mi stimolava, volevo parlargli. Allo Sporting ho trovato un metodo differente rispetto all’Italia. Un allenatore analitico, Jorge Jesus, che mi ha trasmesso voglia e bisogno di studi più profondi. Ho lavorato 5 anni con Spalletti a Roma. Si è sempre evoluto e mi lascia sempre qualcosa. Allegri al Milan nella sua prima gestione aveva una squadra di campioni e ho visto una gestione di altissimo livello. Benitez? Nel suo modo di essere manager all’inglese, mi ha fatto notare delle sfumature che prima non avevo compreso e che mi hanno arricchito".

GIOVANILI

"Posso parlare della mia esperienza: se vedo qualità importanti a prescindere dall’età non ho problemi a concedere spazio. Però serve, come dire, la materia prima, che va valorizzata nei modi e nei tempi corretti. La gestione è importante: il ragazzo deve prendere coscienza delle proprie qualità e poi va migliorato con una condivisione quotidiana che non è solo tecnica. Però ripeto: prima di tutto devono essere bravi. Per ricamare serve la stoffa".

MATIC E BERARDI

"L'ambizione deve far parte del nostro modo di essere. Che non è solo legata al risultato, ma anche alla voglia di creare un’identità molto forte. Matic è un veterano che ogni giorno ha la stessa curiosità di un ragazzino. Berardi? Ha sposato questo progetto, mi aspetto tanto da lui. Lo considero diverso dagli altri. Mancano diversi elementi considerando anche l’infortunio di Koné. Ma non è tanto il numero quanto certe specificità per accelerare il processo".

CONTRO LA ROMA E CONTRO DE ROSSI

"Eh... sarà una partita diversa, speciale. Genoa? Con Daniele De Rossi sono cresciuto, lo stimo come uomo, calciatore e allenatore. È come un fratello".

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