Morte di Fakir, quasi l’80% dei lettori del Secolo non ha dubbi: poliziotti processati a priori
Quasi otto su dieci dei nostri lettori non hanno dubbi: dopo la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta il 19 luglio durante un intervento della polizia al Pilastro di Bologna, una parte della sinistra ha trasformato gli agenti in colpevoli prima ancora che la magistratura completasse gli accertamenti. È il risultato che emerge dal sondaggio del Secolo: il 78,3% denuncia un pregiudizio contro le Forze dell’ordine. Il dato arriva mentre l’inchiesta è ancora aperta e i primi esiti dell’autopsia hanno indicato la presenza di sangue nei polmoni e segni di schiacciamento, senza però consegnare una ricostruzione definitiva delle cause e delle responsabilità. Due poliziotti e quattro operatori sanitari sono coinvolti negli accertamenti avviati dalla Procura per omicidio colposo.
Il verdetto dei lettori
La risposta prevalente fotografa una convinzione precisa: agli uomini in divisa sarebbe stata negata perfino la presunzione d’innocenza, mentre l’intervento sarebbe stato definito abuso sulla base dei filmati circolati nelle prime ore. Quelle immagini mostrano Fakir immobilizzato a terra, con le mani dietro la schiena, mentre chiede aiuto; poi i lamenti cessano. Sono documenti centrali per l’inchiesta, ma non ne rappresentano l’intero contenuto: la Procura sta esaminando anche le registrazioni delle bodycam, le comunicazioni con il 118, le procedure di contenimento e l’operato dei soccorritori.

Appena il 4,7% dei partecipanti ha scelto la risposta opposta: chiedere verità, secondo questa minoranza, non significa delegittimare la polizia, ma tutelare le garanzie dello Stato di diritto. Una posizione legittima, purché la domanda non contenga già la sentenza. Ed è proprio qui che la cronaca ha mostrato il suo corto circuito: mentre i magistrati raccoglievano elementi, la piazza aveva già distribuito assoluzioni e condanne.
Il 17,1% chiede prudenza
Il 17,1% indica una terza strada: attendere i fatti, senza processi sommari agli agenti e senza difese preventive. È la posizione più cauta e, almeno sul piano giudiziario, l’unica compatibile con un’indagine ancora in corso.
La morte di un uomo durante un fermo impone infatti di chiarire ogni passaggio: dall’arrivo della volante all’uso dello spray al peperoncino, dall’immobilizzazione all’intervento dell’ambulanza, giunta senza medico. Gli agenti, secondo il loro legale, avevano chiesto l’invio di un’automedica; la relativa telefonata è stata acquisita dagli inquirenti.
Dalla richiesta di verità agli scontri
Nel frattempo Bologna ha contato il prezzo della protesta degenerata: 64 appartenenti alle Forze dell’ordine feriti, mezzi danneggiati e violenze nel centro cittadino. La richiesta di giustizia, nelle mani dei gruppi più aggressivi, ha così prodotto un singolare anticipo del verdetto: colpire altri agenti per contestare un presunto abuso commesso da agenti.
Le risposte del sondaggio non assolvono nessuno e non cancellano le domande sulla morte di Fakir. Dicono però che, per una maggioranza schiacciante, la verità non può essere cercata mettendo preventivamente sul banco degli imputati un’intera categoria.
L'articolo Morte di Fakir, quasi l’80% dei lettori del Secolo non ha dubbi: poliziotti processati a priori sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)