Arame, la parrocchia nell’Amazzonia che “chiede” preti
Don Arturo Esposti (primo a sinistra) con l'Arcivescovo, alcuni confratelli e rappresentanti della sua comunità nel 2017
Don Arturo Esposti (primo a sinistra) con l'Arcivescovo, alcuni confratelli e rappresentanti della sua comunità nel 2017 Ad accogliere l’Arcivescovo in Brasile ci sarà tra gli altri don Arturo Esposti, sacerdote ambrosiano dal 1992 fidei donum nel Paese sudamericano. Inviato all’epoca dal cardinale Carlo Maria Martini, oggi risiede nella parrocchia di Sao Francisco de Assis ad Arame, nello Stato del Maranhão: incastonata nella foresta amazzonica, la sua parrocchia raccoglie un territorio grande quasi quanto metà Lombardia.
In un territorio così vasto, l’area è stata suddivisa in due comunità. Nella prima, Grajau – che è anche sede episcopale – si svolgerà la prima parte della visita, nella quale monsignor Delpini incontrerà anche l’altro fidei donum don Pierangelo Roscio. «L’Arcivescovo si fermerà con noi alcuni giorni e condividerà la nostra quotidianità, mettendosi all’ascolto dei racconti e bisogni delle comunità locali – spiega il sacerdote -. Un conto infatti è leggere o ricevere sue notizie da lontano, un altro è poter dialogare direttamente con lui sulle nostre attività. La sua presenza offrirà sicuramente molti momenti di condivisione spirituale, oltre agli spazi dedicati alla preghiera e alla riflessione».
Monsignor Delpini ha visitato parecchie volte il Brasile (l’ultima a cavallo tra il 2023 e il 2024) e conosce molto bene la zona di Arame. «L’ultima volta che era venuto nel Maranhão era stato in concomitanza della sua nomina ad Arcivescovo – precisa don Esposti -. In quell’occasione aveva conosciuto la realtà della parrocchia di Arame e i villaggi interni, qui chiamati povoados, dove viviamo la nostra pastorale. A nove anni di distanza, avrà così l’opportunità di osservare come è cambiata la realtà locale».
Rispetto al 2017, da punto di vista sociale ad Arame ci sono stati parecchi cambiamenti. Don Esposti racconta infatti come oggi sia molto più facile spostarsi tra i vari povoados grazie alla nuova rete stradale, che permette di raggiungere fino a una settantina di comunità al mese in cui poter celebrare la Messa (anche qui c’è carenza di sacerdoti per svolgere tutte le attività pastorali). Conclude il fidei donum: «Nei contatti che avrà con la popolazione locale durante la sua visita, immagino che sicuramente gli verrà chiesto se in futuro potrà inviare altri preti per la parrocchia».
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