Irene Antonucci, arte e libri senza confini
Irene Antonucci, arte e libri senza confini
Attrice, coach di comunicazione e autrice, Irene Antonucci racconta il successo del White Dinner Water Show 2026, il percorso nel cinema internazionale, l’esperienza maturata all’estero e i suoi due libri dedicati alla comunicazione e alla crescita personale
Irene Antonucci, attrice, coach di comunicazione e autrice, continua a distinguersi tra cinema, formazione e divulgazione. Dopo aver presentato la diretta ufficiale del White Dinner Water Show per il decennale di Villa Renoir, torna a far parlare di sé con il suo ultimo libro, “L’universo spiegato a un bambino”, confermando un percorso artistico in continua evoluzione.
White Dinner Water Show 2026 è stato un grande successo e tu sei stata tra le protagoniste della serata. Che esperienza è stata?
«È stata una serata davvero emozionante e una celebrazione importante per Paolo Renis. Voglio ringraziare Villa Renoir, Paolo, la Dorian Luxury Production, che ha curato la regia, i droni e la diretta ufficiale dell’evento, e la mia collega Barbara Vesco, che ha condiviso con me questa esperienza. Tutto era perfettamente armonico, dalla direzione artistica alle esibizioni degli Stardust. Gli ospiti erano entusiasti. Negli ultimi anni ho vissuto molto all’estero, lavorando come attrice in Colombia, quindi non conoscevo questo evento: è stato un piacere far parte di un appuntamento così prestigioso e contribuire al successo di Villa Renoir».
Guardando alla tua carriera di attrice, c’è un progetto al quale sei particolarmente legata?
«Come dicono molti artisti, il progetto più importante è sempre quello che deve ancora arrivare. Continuo ad avere l’ambizione di crescere e dare il mio contributo come attrice e autrice. Vivo questo mestiere con grande responsabilità, perché ogni personaggio racconta una storia e lascia qualcosa. In Colombia ho interpretato figure legate alla storia italiana e internazionale, come Elsa Morante e altri ruoli ispirati a donne che hanno segnato il loro tempo. Amo la storia e ogni interpretazione mi permette di imparare qualcosa di nuovo».
Cinema, televisione o teatro: quale linguaggio senti più vicino a te?
«Il cinema. È un linguaggio essenziale, costruito attraverso le immagini, e credo rappresenti al meglio la capacità della Settima Arte di emozionare e generare una vera catarsi. Amo anche teatro e televisione, perché ogni mezzo offre possibilità espressive diverse e mi permette di mettermi continuamente alla prova come artista».
Hai pubblicato il libro “La comunicazione dell’artista vincente”. Da dove nasce l’idea di questo progetto?
«Nasce dall’esperienza maturata come attrice e coach. Mi sono resa conto che molti artisti ricevono una grande preparazione tecnica, ma pochi vengono formati su come comunicare se stessi. Il libro affronta temi come la comunicazione autentica, il public speaking, il personal branding e il rapporto con produttori, registi e stakeholder del settore. L’obiettivo è offrire strumenti concreti affinché un artista possa valorizzare il proprio talento anche fuori dal set, imparando a raccontarsi con efficacia e consapevolezza.»
È da poco uscito anche il tuo nuovo libro “L’universo spiegato a un bambino”. Di cosa parla?
«È un progetto al quale tengo molto, pubblicato con Denigris Editore. Attraverso un linguaggio semplice e accessibile racconto le 14 leggi universali, cercando di renderle comprensibili anche ai più giovani. Il messaggio resta quello che accompagna tutto il mio percorso: favorire una maggiore consapevolezza e stimolare un percorso di crescita personale e di risveglio della coscienza.»
A cura della Redazione
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