Argentina da brividi: Messi guida la rimonta, Enzo Fernandez manda l’Albiceleste ai quarti
L’Argentina batte l’Egitto 3-2 negli ottavi del Mondiale dopo una partita folle. Sotto di due gol, la squadra di Scaloni ribalta tutto nel finale con Romero, Messi ed Enzo Fernandez. L’Egitto sogna l’impresa con Zico, ma crolla negli ultimi minuti.
L’Argentina sopravvive e vola ai quarti
L’Argentina è ai quarti di finale del Mondiale, ma quanta paura.
L’Albiceleste supera l’Egitto 3-2 al termine di una partita drammatica, ribaltata soltanto nel finale dopo essere stata a lungo sull’orlo dell’eliminazione.
La squadra di Lionel Scaloni va sotto, rischia di affondare contro i contropiedi egiziani, poi trova una reazione da grande squadra. Prima Romero accorcia, poi Messi pareggia con forza e orgoglio, infine Enzo Fernandez firma nel recupero il gol che vale la qualificazione.
Un successo sofferto, ma pesantissimo.
L’Egitto colpisce in contropiede
L’Egitto gioca una partita intelligente, compatta e verticale.
La squadra del ct Hassan lascia campo all’Argentina, difende bassa e prova a sfruttare ogni spazio alle spalle della linea albiceleste. La strategia funziona. L’Argentina assedia la porta di Shobeir, ma ogni perdita di palla diventa un pericolo.
A inizio ripresa, Hassan cambia inserendo Hamdi Fathy per Emam Ashour, cercando più equilibrio e più sostanza in mezzo al campo.
Al 59’ arriva il primo grande allarme: Hassan ruba palla a Lisandro Martinez, parte palla al piede dalla difesa e serve Salah, che trova Zico davanti a Emiliano Martinez. Il centrocampista egiziano supera il portiere e segna, ma il VAR annulla per un fallo iniziale proprio su Lisandro Martinez.
È un avviso. L’Egitto può far male.
Zico gela l’Albiceleste
Al 67’ l’Egitto trova il colpo che sembra chiudere la partita.
Ancora un contropiede, ancora una ripartenza micidiale. Salah avanza centralmente e serve Hassan sulla destra. Il giocatore egiziano supera un avversario e mette al centro per Zico, che questa volta non sbaglia.
L’Egitto va avanti e l’Argentina si ritrova in una situazione disperata. La squadra di Scaloni ha il possesso, crea pressione, ma fatica a trovare spazi puliti. L’Egitto difende con ordine e sembra avere in mano la partita.
Per lunghi minuti, l’impresa egiziana sembra possibile.
Messi accende la rimonta
Quando la partita sembra scivolare via, arriva Lionel Messi.
Al 79’ il numero 10 riceve sulla destra e mette in mezzo un pallone perfetto per Romero, che di testa batte Shobeir e riapre la sfida.
Il gol cambia tutto. L’Argentina ritrova energia, il pubblico si accende, l’Egitto arretra sempre di più.
Quattro minuti dopo, all’83’, Messi si prende direttamente la scena. Raccoglie un pallone in area e calcia con potenza. Shobeir riesce solo a deviare sulla traversa, ma la palla ricade oltre la linea.
È il 2-2. È il momento in cui l’Argentina smette di tremare e ricomincia a credere alla rimonta.
Enzo Fernandez completa il ribaltone
La partita sembra destinata ai supplementari, ma l’Argentina non si accontenta.
Al 92’ l’Albiceleste riparte in contropiede. Lautaro Martinez attacca la destra e mette al centro un cross preciso. Sul pallone arriva Enzo Fernandez, che di testa firma il 3-2.
È il gol della qualificazione. È il colpo che spezza definitivamente l’Egitto e manda l’Argentina ai quarti di finale.
Una rete pesantissima, arrivata nel momento in cui servivano lucidità, coraggio e cattiveria sotto porta.
Egitto, sogno spezzato nel finale
Per l’Egitto resta una sconfitta dolorosissima.
La squadra di Hassan aveva preparato la partita nel modo giusto, colpendo in transizione e mettendo in difficoltà l’Argentina per lunghi tratti. Il gol di Zico sembrava poter aprire la porta a una delle grandi sorprese del torneo.
Ma il finale ha mostrato la differenza tra una squadra che sogna e una squadra abituata a vivere le notti più pesanti del Mondiale.
L’Egitto ha pagato la pressione, la stanchezza e la difficoltà a gestire l’assalto finale argentino.
Scaloni respira, ma quanta fatica
Per Lionel Scaloni la qualificazione è una liberazione, ma anche un campanello d’allarme.
L’Argentina ha mostrato carattere enorme, ma ha concesso troppo. Le ripartenze dell’Egitto hanno messo in crisi la difesa, e il centrocampo ha faticato a proteggere la squadra nelle transizioni negative.
Ai quarti servirà un’Albiceleste più solida e meno esposta. La qualità offensiva resta altissima, ma contro avversari ancora più forti certi errori possono costare il torneo.
Messi ancora decisivo
Ancora una volta, nel momento più difficile, Messi ha cambiato la storia della partita.
Non solo per il gol del pareggio. Ma per il modo in cui ha preso sulle spalle la squadra, ha creato il primo gol con il cross per Romero e ha trascinato l’Argentina fuori dal baratro.
Il Mondiale dell’Albiceleste continua anche grazie a lui. E ogni partita, ormai, ha il sapore di una pagina possibile nella leggenda.
L’Albiceleste continua a sognare
L’Argentina passa ai quarti con il cuore, più che con la gestione.
Ha sofferto, ha rischiato, ha tremato. Ma quando la partita sembrava compromessa, ha trovato la forza dei campioni.
Romero, Messi, Enzo Fernandez: tre gol in tredici minuti per ribaltare l’Egitto e restare dentro il Mondiale.
L’Albiceleste va avanti. Ma il messaggio è chiaro: da qui in poi, non basterà più solo il talento. Serviranno equilibrio, attenzione e la stessa fame vista nel finale.
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