Argini alla politica divisa. Cosa insegna il metodo Mattarella sul due giugno
La repubblica scelta dagli Italiani ottanta anni fa gode di eccellente salute. Lo testimonia la popolarità di cui gode il presidente Sergio Mattarella, che ricopre l’incarico da undici anni e vede crescere ancora il suo gradimento, come conferma una recente ricerca della Demos, in tutte le aree politiche. Rappresentare l’unità della Repubblica significa tante cose, niente affatto semplici in presenza di una fisiologica ma non per questo meno tesa contrapposizione tra maggioranza e opposizioni, ma il modo in cui questa funzione viene esercitata e il consenso che ne consegue sono elementi rilevanti per la stabilità istituzionale di un sistema che, con tutti i suoi difetti, conserva una alto tasso di credibilità.
È un fenomeno, quello della popolarità degli inquilini del Quirinale, che si è ripetuto quasi sempre, forse anche perché a quell’altissima carica non sono mai stati eletti i capi degli schieramenti politici, ma esponenti rilevanti ma meno esposti nella battaglia quotidiana. Sono stati popolari anche presidenti dal carattere tutt’altro che accomodante, come Luigi Einaudi sulle questioni economiche o Francesco Cossiga su quelle istituzionali, o indipendenti come Carlo Azeglio Ciampi. Anche alcuni episodi critici, come la campagna lanciata dall’Espresso contro Giovanni Leone, dimostratasi poi infondata, o la richiesta di dimissioni di Cossiga avanzata, non si è mai capito bene perché, da Achille Occhetto, alla fine hanno finito per rafforzare anziché indebolire il ruolo del rappresentante dell’unità della Repubblica. Però l’apprezzamento per Mattarella supera tutti i suoi predecessori ed è dovuto alla capacità che ha avuto ed ha di dare espressione e dimostrare attenzione nei confronti dei cittadini e dei loro problemi, senza pregiudizi e senza discriminazioni. Se il clima del festeggiamento dell’anniversario del 2 giugno è sereno e sostanzialmente unitario e sinceramente partecipato è anche effetto del modo in cui Mattarella ha esercitato il suo ruolo e di questo è giusto dargli atto con rispetto e riconoscenza.
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