Armani valuta la cessione del 15%: ipotesi ingresso per EssilorLuxottica, Lvmh e L’Oréal

Maggio 11, 2026 - 15:55
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La successione di Giorgio Armani inizia a delineare i primi possibili scenari industriali. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il gruppo starebbe valutando la cessione del 15% del capitale della Giorgio Armani Spa, suddividendo la quota in tre partecipazioni paritarie del 5% destinate a EssilorLuxottica, LVMH e L’Oréal. L’operazione sarebbe coerente con le volontà contenute nel testamento dello stilista, scomparso lo scorso settembre, che prevederebbe l’apertura del capitale entro 12-18 mesi dalla lettura delle disposizioni ereditarie. Il piano industriale sarebbe attualmente in fase di definizione da parte dell’amministratore delegato Giuseppe Marsocci, mentre il gruppo si prepara a selezionare gli advisor finanziari che seguiranno il processo.

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Strategia per preservare l’indipendenza

L’ipotesi di dividere il 15% tra tre investitori differenti avrebbe una precisa logica strategica: garantire nuove alleanze industriali senza alterare gli equilibri di governance della maison. Armani rappresenta infatti una delle ultime grandi realtà indipendenti del lusso italiano, rimasta fuori dalle grandi concentrazioni che negli ultimi anni hanno trasformato il settore. L’ingresso di partner con competenze complementari, dall’eyewear alla cosmetica fino al lusso globale, consentirebbe al gruppo di rafforzare il proprio posizionamento internazionale mantenendo al tempo stesso continuità gestionale e identità del marchio.

Quotazione o vendita: gli scenari futuri

Secondo La Repubblica, il percorso delineato dal testamento non si fermerebbe alla prima apertura del capitale. Tra il 2028 e il 2030, infatti, Armani potrebbe valutare una quotazione in Borsa oppure la cessione di una quota più ampia, compresa tra il 30% e il 54,9%, allo stesso soggetto già entrato nella società con il primo 15%. Un ruolo centrale sarebbe affidato a Leo Dell’Orco, storico collaboratore ed erede del 40% della Giorgio Armani Spa, chiamato a supervisionare le future scelte strategiche del gruppo. Per il mercato del lusso europeo, si tratterebbe di uno dei passaggi più significativi degli ultimi anni: il futuro di Armani potrebbe infatti ridefinire gli equilibri dell’intero settore.

Le stime di Forbes

Dopo la scomparsi di Giorgio Armani, secondo le stime di Forbes, cinque eredi sono diventati miliardari. Sono proprio il braccio destro e partner dello stilista, Pantaleo ‘Leo’ Dell’Orco, la sorella Rosanna, le nipoti Roberta e Silvana e il nipote Andrea Camerana.

Dell’Orco ha ereditato la fetta più consistente della fortuna di Armani, stimata in 11,8 miliardi di dollari. Il suo patrimonio è di 2,6 miliardi. Quote minori dell’eredità, comprese tra 1 e 1,2 miliardi, sono andati ai parenti dello stilista. La seconda fetta più consistente (1,2 miliardi) spetta a Silvana Armani, figlia dell’unico fratello maschio dello stilista, Sergio, morto da tempo.

Un altro 15% è andato a Camerana, figlio della sorella dello stilista, Rosanna, e membro del consiglio di amministrazione della Fondazione. Camerana è legato anche alla dinastia degli Agnelli: suo padre, Carlo, era pronipote di Giovanni Agnelli, fondatore della Fiat, e cugino di Gianni e Umberto Agnelli. Il suo patrimonio è di 1,1 miliardi di dollari.

L’articolo Armani valuta la cessione del 15%: ipotesi ingresso per EssilorLuxottica, Lvmh e L’Oréal è tratto da Forbes Italia.

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