“L’Europa non può restare ferma: o si rinnova o rischia il declino”

L’integrazione europea attraversa una fase cruciale, sospesa tra l’eredità ideale del Manifesto di Ventotene e le durissime sfide del presente. Di questo delicato passaggio storico si è discusso a Materia, lo spazio di VareseNews a Castronno, durante un incontro che ha messo a confronto Massimo Gaudina, funzionario della Commissione Europea, e Vincenzo Salvatore, professore dell’Università dell’Insubria. Al centro del dibattito, una domanda che non ammette più rinvii: che fare con l’Europa?
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Un sistema da aggiornare
Massimo Gaudina ha aperto l’analisi con i dati. Le slide proiettate hanno mostrato un’Unione che dai sei paesi fondatori è cresciuta fino a ventisette membri, con altri dieci candidati che bussano alla porta, dall’Ucraina ai Balcani. «Siamo il mercato interno più grande del mondo — ha sottolineato Gaudina — e questa è la nostra forza principale. Tuttavia, la struttura che oggi ci governa è stata pensata per un mondo che non esiste più».
Il punto critico è la capacità di decidere. Vincenzo Salvatore ha posto l’accento sulla paralisi causata dal voto all’unanimità nel Consiglio Europeo. «Siamo come un grande condominio dove serve il consenso di tutti anche per i lavori urgenti: se un solo inquilino si oppone, il tetto continua a perdere», ha spiegato il professore. Per Salvatore, l’integrazione non deve essere dunque un processo statico. Serve il coraggio di esplorare nuove forme di unione, perché l’alternativa è l’irrilevanza di fronte a colossi come Cina e Stati Uniti.
La voce del territorio: il podcast “Giù le mani dall’Europa”
L’incontro ha rappresentato anche una tappa importante per la sede di Castronno: il primo anno di attività di Radio Materia. Come ricordato da Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, proprio dalle frequenze della web radio è nato il progetto Giù le mani dall’Europa, un podcast che prova a spiegare le istituzioni con un linguaggio diretto e popolare.
«Il podcast nasce per rispondere ai dubbi concreti dei cittadini — è emerso durante il dibattito — per spiegare che l’Europa, spesso pensata come una burocrazia lontana, è in realtà ciò che garantisce la fine dei costi di roaming, la tutela dell’ambiente e le opportunità di studio per i giovani» ha sottolineato Orlando Mastrillo, responsabile della radio, che ha evidenziato la necessità di contrastare una narrazione spesso solo negativa e di portare i temi di Bruxelles nel cuore del territorio varesino. La sfida della radio è proprio questa: rendere l’Unione Europea comprensibile a chiunque.

Tre generazioni e un destino comune
Il dibattito con il pubblico di Materia ha toccato i temi caldi della difesa comune e della spesa sociale.
Vincenzo Salvatore ha ricordato che l’Europa, pur con i suoi limiti, rappresenta un modello di welfare unico al mondo. Per descrivere il futuro, il professore ha scelto un’immagine classica: Enea che fugge da Troia con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano. «Tre generazioni che camminano insieme verso una nuova meta. Solo con questa unità possiamo affrontare l’intelligenza artificiale, le crisi climatiche e le tensioni geopolitiche».
In chiusura, è risuonato il monito lanciato dal Presidente Mattarella proprio all’Insubria: i paesi europei si dividono tra quelli piccoli e quelli che non hanno ancora capito di essere tali. Quello che deve fare l”Europa è allora ritrovare la spinta dei suoi padri fondatori per non diventare un pezzo da museo in un mondo che corre sempre più veloce.
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