Arriva il Siracusa Pride, Caravini: “Scendiamo in piazza per i diritti”

17 Luglio 2026 - 21:55
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Arriva il Siracusa Pride, Caravini: “Scendiamo in piazza per i diritti”

Ultimi preparativi per il Siracusa Pride, che domani porterà in strada centinaia di persone per una manifestazione all’insegna dei diritti, dell’inclusione e della partecipazione. A fare il punto sull’organizzazione è Armando Caravini, presidente di Arcigay Siracusa, impegnato nelle ultime ore insieme ai volontari e alle associazioni del comitato organizzatore.

“Ormai ci siamo – spiega Caravini –. Domani scenderemo in piazza con i nostri corpi, il nostro vissuto, le nostre istanze e le nostre rivendicazioni. Il Pride, e soprattutto il corteo, è un momento profondamente politico”

Il concentramento è previsto alle 18.30 in piazza Euripide, da dove partirà la manifestazione. Al centro dell’edizione 2026 il documento politico del Pride, dedicato al tema dell’“orgoglio disarmante”, con un forte richiamo ai valori della pace, del rispetto e dei diritti civili.

Gli organizzatori stanno inoltre predisponendo una serie di misure per fronteggiare il caldo intenso previsto anche nelle prossime ore.

“Siamo consapevoli delle temperature elevate di questi giorni – aggiunge Caravini – e per questo ci siamo attrezzati per garantire la massima sicurezza ai partecipanti. Ci saranno punti di refrigerio, un’area di decompressione e un’ambulanza con personale sanitario. Vogliamo che la manifestazione si svolga in condizioni di sicurezza per tutti”

Una delle novità dell’ultima ora riguarda invece l’evento conclusivo della manifestazione. Per ragioni logistiche, infatti, lo spettacolo finale non si svolgerà in Ortigia.

“L’evento di chiusura si terrà al Club Emerald di Belvedere, in contrada Garanzino 76-78, con ingresso gratuito. A partire dalle 22 ci sarà uno show con musica, spettacoli, corpo di ballo e diversi artisti ospiti. Sarà il momento conclusivo di una giornata importante per tutta la comunità”

Nel corso dell’intervista, Caravini è tornato anche sulle polemiche che hanno accompagnato la scelta della madrina dell’evento, finita al centro del dibattito nazionale per alcune dichiarazioni rilasciate in passato.

“Quelle affermazioni, pronunciate anni fa, non sono state corrette e lo abbiamo detto chiaramente. Ma dietro il Pride c’è un comitato formato da 14 associazioni che ha ragionato attentamente su questa scelta. Se una persona decide di partecipare e confrontarsi, significa che ha qualcosa da dire e da ascoltare”

Per il presidente di Arcigay Siracusa il confronto resta uno strumento fondamentale per costruire cambiamento sociale.

“Le conquiste della comunità LGBTQIA+ sono passate quasi sempre attraverso il dialogo, la cultura e la capacità di spiegare le proprie ragioni. Possiamo non essere tutti d’accordo, ma crediamo che il confronto sia più utile della contrapposizione sterile. Se riusciamo a far comprendere le nostre istanze a chi oggi non le condivide, quella è una vittoria politica”

Infine, un messaggio che Caravini considera centrale: “Il Pride non è la madrina, non è l’ospite o il testimonial di turno. Quello è un elemento aggiuntivo. Il Pride è la comunità che si mobilita e che manifesta per i propri diritti. È questo il significato più autentico della giornata di domani”

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