Assofertilizanti: stop urea senza sostituti, agricoltura a rischio

Maggio 06, 2026 - 11:56
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Assofertilizanti: stop urea senza sostituti, agricoltura a rischio

Roma, 6 mag. (askanews) – Rischi produttivi ed economici rilevanti derivanti dall’assenza dell’urea, in particolare per colture strategiche come mais, frumento e riso. Senza urea si verificherebbe non solo un calo delle rese, ma anche riduzioni significative della qualità delle produzioni, tali da determinare una contrazione complessiva del valore del comparto cerealicolo fino al 45%. E’ quanto emerso dallo studio “Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell’agricoltura italiana” che Assofertilizzanti, l’associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali, ha commissionato a Nomisma, i cui risultati finali sono stati presentati oggi.

In un contesto di crisi globale come quello attuale, che ha riportato al centro dell’attenzione i fertilizzanti come strumento indispensabile per la sicurezza alimentare, in Italia è in discussione il DDL “Coltiva Italia” con cui si darà attuazione al divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano, programmato per il

Sebbene l’applicazione dell’urea incida sulle emissioni di gas serra in misura estremamente contenuta – pari appena allo 0,1% delle emissioni totali italiane e all’1,3% di quelle agricole – lo studio evidenzia come l’adozione diffusa delle buone pratiche agronomiche, a partire ad esempio dall’interramento dell’urea, consenta di ridurre ulteriormente le emissioni, contribuendo alla diminuzione della CO2 e delle perdite di azoto in atmosfera.

Accanto alle pratiche agronomiche, un ruolo centrale è svolto dall’innovazione di prodotto, ambito in cui l’industria dei fertilizzanti è già fortemente impegnata. Le imprese del settore destinano ingenti risorse alla ricerca e sviluppo e al miglioramento dei processi produttivi e negli ultimi 5 anni hanno investito oltre 100 milioni di euro, contribuendo allo sviluppo di tecnologie sempre più evolute ed efficienti. Soluzioni come urea inibita e urea ricoperta, frutto di percorsi di ricerca consolidati, consentono di contenere le emissioni e migliorare l’efficienza nutrizionale, offrendo agli agricoltori strumenti avanzati per rispondere alle sfide ambientali.

Se, come risposta al divieto di utilizzo dell’urea tal quale, il DDL “Coltiva Italia” consentirà di portare in campo le buone pratiche e le soluzioni innovative già sviluppate dalle imprese di fertilizzanti, spiega Assofertilizzanti, sarà possibile garantire la buona resa delle produzioni agricole, preservare la competitività delle filiere e contribuire alla sostenibilità ambientale a costi contenuti. Secondo lo studio Nomisma i costi di gestione delle colture cerealicole potrebbero andare incontro a lievi aumenti, pari, in media, a circa il +7%.

“La strada da percorrere non è quella dei divieti indiscriminati, ma quella di scelte basate su dati scientifici, innovazione e conoscenza agronomica – ha detto Paolo Girelli, presidente di Assofertilizzanti-Federchimica. – Come industria abbiamo da tempo messo a punto innovazioni in grado di ridurre in modo significativo l’impatto ambientale dell’urea, mantenendo al tempo stesso livelli produttivi adeguati a mantenere produttività e sicurezza alimentare del Paese”.

[Soprattutto per coltura come mais, frumento e riso|PN_20260506_00028|gn00 nv03 sp33|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/05/20260506_114702_097DBF7C.jpg|06/05/2026 11:47:13|Assofertilizanti: stop urea senza sostituti, agricoltura a rischio|Agricoltura|Economia, Agrifood]

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