Atelier Materi: Véronique Le Bihan racconta il lusso lento della profumeria di nicchia contemporanea
In un mercato dominato da lanci continui, trend gourmand e profumi pensati per diventare virali, Atelier Materi sceglie un’altra strada. Il brand fondato da Véronique Le Bihan nel 2019 costruisce le proprie fragranze attorno a materie prime interpretate in chiave contemporanea, con un approccio lento, artigianale e profondamente personale. Durante la nostra intervista, la founder racconta il rapporto con la Bretagna, l’importanza dell’imperfezione, la volontà di creare profumi fuori dalle logiche del marketing e il desiderio di preservare una visione autentica del lusso. «So che questo profumo non sarà mai un bestseller, ma incarna l’essenza del mio brand», racconta Le Bihan parlando di Black Oregano. Ed è forse proprio qui che si comprende davvero l’identità di Atelier Materi: non seguire il mercato, ma reinterpretarlo attraverso una sensibilità precisa, elegante e contemporanea.
Atelier Materi e l’idea di un lusso più lento
«Ho lavorato per oltre dieci anni nell’industria beauty, tra skincare, make up e fragranze, ma sempre per altre persone», racconta Véronique Le Bihan. «A un certo punto ho sentito il bisogno di fare le cose diversamente, seguendo la mia visione».

Véronique Le Bihan founder di Atelier Materi – Courtesy Press Office
Da questa esigenza nasce Atelier Materi: un brand che prende le distanze dalla velocità dell’industria tradizionale, dai ritmi serrati dei lanci e da un approccio troppo guidato dal marketing. «Volevo prendermi tempo per creare, produrre lentamente, senza seguire i trend. Per me il lusso non è qualcosa di ostentato. È unicità, artigianalità, carattere, prossimità con la natura».

Tonka Kumaru Eau de Parfum, Atelier Materi.
La founder è originaria della Bretagna, regione che influenza profondamente l’estetica e l’anima del marchio. «La Bretagna è autentica, silenziosa, selvaggia. Volevo tradurre questa idea di quiet luxury nel brand». Anche il nome Atelier Materi richiama questa filosofia: “materi” in bretone significa materiali.
Quanto ha influenzato la Bretagna l’identità del suo brand?
Moltissimo. Vengo dalla Bretagna, che è praticamente l’opposto della Riviera francese. È una terra autentica, selvaggia, silenziosa. Ed è esattamente quello che volevo tradurre in Atelier Materi: un lusso lento e discreto. Anche il nome riflette questa filosofia. Materi, in bretone, significa materiali. L’idea era quella di creare un atelier dedicato alle materie prime, interpretate con una visione contemporanea.
Anche il design dei flaconi racconta questa idea di lusso lento?
Sì. Il blu intenso del packaging richiama il colore dell’oceano bretone dopo una tempesta. Non è il blu luminoso del Mediterraneo, è qualcosa di più profondo e minerale. Anche i tappi in cemento raccontano questa storia. Sono realizzati a mano in un atelier parigino: ogni pezzo viene colato, lasciato asciugare per giorni, levigato e rifinito manualmente. Ogni tappo è diverso dall’altro. Mi piace l’idea della bellezza nell’imperfezione. In natura niente è perfettamente identico, ed è proprio questo a renderla bella.
Ha sempre saputo che avrebbe lavorato nella bellezza?
In realtà da bambina volevo fare l’architetta. Poi ho studiato finanza perché sapevo che un giorno avrei creato una mia azienda. A 18 anni ho partecipato a un progetto scolastico dedicato all’imprenditoria ed è stata una rivelazione. Ho capito che volevo costruire qualcosa di mio. Ho sempre amato la bellezza in generale: skincare, make up, profumi. Da piccola collezionavo miniature di fragranze e sono sempre stata molto sensibile agli odori.

Véronique Le Bihan
Il suo primo ricordo olfattivo?
È legato alla natura. Ricordo l’odore dell’erba appena tagliata la mattina da mio padre, i campi intorno a casa, i fichi maturi d’estate. Sono profumi molto vivi nella mia memoria e credo influenzino ancora oggi il mio modo di creare.

Black Oregano Extrait de Parfum, Atelier Materi.
Come nasce una fragranza Atelier Materi?
Lavoro sempre attraverso immagini, texture, colori e riferimenti artistici. Creo dei moodboard molto dettagliati con fotografie, materiali e opere d’arte. Ogni profumo racconta una storia. Rose Ardoise, per esempio, è nata dall’idea di una rosa urbana che cresce nel cemento della città. Non volevo una rosa romantica o tradizionale.
È vero che Rose Ardoise è stato il profumo più difficile da creare?
Assolutamente sì. Ci abbiamo lavorato per quasi tre anni. Il problema era che io non amo particolarmente la rosa come nota olfattiva, quindi trovare il giusto equilibrio è stato complicato. Volevo una rosa minerale, moderna, quasi androgina.

Rose Ardoise Eau de Parfum, Atelier Materi.
Da dove nasce invece l’ispirazione di Tonka Kumaru, l’ultima creazione?
Da un ricordo d’infanzia molto preciso: la colla Cléopâtre, che in Francia usano i bambini a scuola e che ha questo profumo mandorlato molto riconoscibile (simile a quello della nostra Coccoina). Volevo lavorare attorno alla fava tonka perché è una materia ricca, sfaccettata e incredibilmente avvolgente. Immaginavo qualcosa di bianco, morbido, lattiginoso. Una fragranza cocooning, rassicurante.
Cosa pensa della profumeria di nicchia oggi?
Ci sono tantissimi brand e anche la nicchia sta diventando sempre più mainstream. Per questo penso sia fondamentale mantenere la propria identità. Non bisogna essere troppo opportunisti o inseguire continuamente i trend. Forse funziona nel breve periodo, ma se vuoi costruire qualcosa che duri davvero devi avere una visione forte».
Quanto è importante per lei produrre tutto in Europa?
È fondamentale. Produciamo quasi tutto tra Francia, Italia e Germania. Sarebbe molto più economico fare diversamente, ma non sarebbe coerente con i miei valori. Per me il lusso non riguarda soltanto il prodotto finale, ma anche il modo in cui viene realizzato e le persone coinvolte nel processo.
Qual è la sua materia prima preferita?
Ho una piccola ossessione per l’Ambroxan. Mi piace perché dona una sensualità contemporanea, quasi l’effetto di pelle calda. Amo anche lavorare sui contrasti: note floreali e cuoiate, elementi femminili e più scuri o maschili. Credo faccia parte della mia personalità.
The post Atelier Materi: Véronique Le Bihan racconta il lusso lento della profumeria di nicchia contemporanea appeared first on Amica.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)