Attraverso la paura, L’Estranea invita all’amore

08 Ottobre 2026 - 13:25
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Attraverso la paura, L’Estranea invita all’amore
Una scena del film "L'Estranea"Una scena del film "L'Estranea"

L’estranea è un horror leggero, ma è un horror. Ed è pure italiano, barese per la precisione. È anche il nostro candidato all’Oscar per il miglior film internazionale in un anno in cui film appartenenti a questo genere, come Obsession e Backrooms, hanno sbancato il boxoffice. Divisivo e non per tutti, il nuovo incubo di Paolo Strippoli ha la forma di una fiaba nera che vive più sullo stile che sul significato.

La trama

Seguiamo la famiglia Colonna a partire “dall’ultimo ferragosto del millennio”, quello del 1999. Sono bellissimi, da cartolina, e tengono alla loro apparenza come se fosse uno strumento di lavoro e di mantenimento della posizione sociale. Quando la figlia Alice viene morsa da un cane, rischiando di perdere la gamba, la madre Anna (Jasmine Trinca) incontra un’estranea in ospedale che le propone un modo per rimediare alla tragedia. Il prezzo da pagare sarà altissimo e le conseguenze inseguiranno la famiglia fino ad oggi.

Una scena del film

La sorpresa principale de L’estranea non è tanto nella sua trama, che fonde un’apocalisse molto tangibile con la satira amara dei costumi borghesi. La vera rivelazione è Valeria Bruni Tedeschi, perfetta a interpretare l’ambiguità luciferina del suo personaggio. Dopo una carriera passata a dare vita a personaggi fuori controllo, la sua prova migliore è in questa figura ironica e in possesso del destino altrui.

Un mondo in cui bene e male si confondono

L’estranea spinge molto sulle suggestioni grazie anche a una colonna sonora di impatto con i brani Narcotic, di Liquido, e Nessuno dei Baustelle. Nel gioco Strippoli perde però la profondità psicologica di personaggi che sembrano più archetipi che persone vere. L’aspetto spirituale, il senso di colpa, il bisogno di espiazione, sono raccontati alla stregua di riti magici, evitando con agilità tutti i quesiti di fede e trascendenza che queste vicende aprirebbero (di fronte al male assoluto, cosa trattiene dal convertirsi al bene di Dio?). L’uso delle immagini sacre serve al film per trasportare in un mondo in cui bene e male possono confondersi, ma in cui le conseguenze della scelta dell’uno o dell’altro sono nette e devastanti.

Si può perciò dare una chance a L’estranea, anche se si è poco avvezzi all’horror, come un modo per misurarsi con le scelte dei protagonisti. Attraverso la paura Strippoli fa un invito all’amore autentico, quello che accetta le imperfezioni e non pretende di correggerle.

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