Autonomia differenziata, via libera del Cdm alle intese con quattro Regioni: assist a Salvini prima del congresso
In Consiglio dei ministri arriva l’ok alle prime intese sull’autonomia con quattro regioni del nord. Si concretizza così l’‘assist’ della premier Giorgia Meloni a Matteo Salvini in vista del congresso straordinario della Lega del 24 e 25 ottobre all’Allianz MiCo di Milano.
Via libera, quindi, ai disegni di legge di “attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Lo scorso 22 settembre il Piemonte – dopo i semafori verdi già arrivati dalle altre tre Regioni – aveva dato il via libera agli schemi di intesa definitiva sulle quattro materie (tutela della salute, coordinamento della finanza pubblica, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa) chiudendo ufficialmente la fase delle approvazioni regionali e aprendo al passaggio in Consiglio dei ministri, che arriva con una sorta di sprint a una decina di giorni dall’assise del Carroccio.
L’iter, infatti, prevede che il Cdm deliberi l’intesa definitiva e un disegno di legge di approvazione dell’intesa entro 45 giorni. I ddl verranno, quindi, trasmessi al Parlamento, con allegata l’intesa, per poi essere sottoposti alle Camere nel passaggio definitivo.

Calderoli e Salvini esultano: “Una storica battaglia della Lega”
Per l’occasione arrivano a Palazzo Chigi i governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Alberto Stefani. Ma per loro, così come per i ministri leghisti Matteo Salvini e Roberto Calderoli, nessuna conferenza stampa al termine del Cdm, dopo esplicito ‘suggerimento’ di evitare la grancassa che sarebbe arrivato – a quanto filtra – direttamente dalla premier Meloni. I commenti sono dunque affidati a comunicati stampa e social. Di “una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione” parla il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, aggiungendo che “ci abbiamo lavorato tanto, con convinzione e senza sosta, e ora il risultato è più vicino che mai. Resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento e io non vedo l’ora di cominciare”.
“Avanti tutta con l’Autonomia!”, esulta Salvini, parlando di “una soddisfazione enorme, da ministro, da italiano e da leghista. Una battaglia storica della Lega, iniziata con Bossi e Maroni, oggi più vicina che mai alla realtà: si premiano il merito e il buon governo, si colpiscono gli sprechi e i ritardi che penalizzano i cittadini. Ora l’ultimo passo in Parlamento!”.
Congresso Lega, Fontana non si scompone sulle modalità di voto
Intanto, in vista del congresso leghista, in cui si discuterà anche della segreteria politica e del nuovo simbolo, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, tra i più critici nelle scorse settimane, non si scompone sulle modalità di voto, per cui non sarà previsto lo scrutinio segreto per le mozioni: “Nessuno di noi ha chiesto il congresso, quindi non è un problema che ci poniamo particolarmente”. Alla domanda se nella due giorni congressuale verranno portate avanti le istanze dei ‘ribelli’ lombardi, Fontana risponde: “Può darsi, adesso vediamo, non abbiamo ancora deciso niente”, confermando poi che il progetto dell’associazione del Nord “va avanti”. Eppure, fra i nordisti l’umore non è dei migliori: si ritiene che lo spazio di azione sia ridotto all’osso.
Romeo rilancia la Lega confederale tra Nord, Centro e Sud
Anche l’altro ‘nordista’ Massimiliano Romeo torna a battere sul tasto dell’idea di “una Lega nazionale strutturata come una confederazione di Lega Nord, Lega Centro e Lega Sud, unita e capace di dare voce alle esigenze di ogni territorio”. “Umberto Bossi – scrive su Facebook – parlava già di Lega Nord, Lega Centro e Lega Sud. Lo sappiamo che chi guarda lontano e anticipa i tempi ci regala sogni e idee che possono essere capiti da tutti solo quando diventano evidenti i bisogni a cui volevano rispondere. Crediamo che oggi i tempi siano maturi per dare forza alla sua visione”.
A proposito del segretario della Lega Lombarda e capogruppo a Palazzo Madama, dal canto suo il senatore Claudio Borghi, salviniano doc, rimarca: “Io con Romeo non ho mai avuto niente da dire per il suo ruolo di capogruppo, l’ho votato”, però “in un partito i ruoli ruotano, cambiano, io lascio fare al segretario in questo caso”. E non solo. A chi gli chiede se ci sarà un candidato contro Salvini al congresso, Borghi replica: “Mi sembra di no, però è un peccato. Abbiamo annoiato i nostri elettori per tutta l’estate con una narrazione delle difficoltà interne della Lega, poi fai una cosa normale in un partito, vale a dire chiamare un congresso, dove si devono confrontare delle linee che dovrebbero essere diverse, e non appare un’alternativa. Mi viene da dire allora che si poteva parlare di meno questa estate, ma va bene”.
Ex Ilva, via libera al decreto: Cig per l’indotto, incentivi alle assunzioni e impianti in sicurezza
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche uno schema di decreto legge con misure urgenti a sostegno dei lavoratori dell’Ex Ilva, dell’indotto e per il rilancio industriale del territorio. Come spiegato dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, è prevista la cassa integrazione guadagni in deroga per i lavoratori dell’indotto di Adi in amministrazione straordinaria, dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, senza che le settimane riconosciute rientrino nel computo ordinario e senza il pagamento del contributo addizionale. I lavoratori saranno inseriti nella piattaforma Siisl e potranno accedere ai servizi per il lavoro: il beneficio decadrà in caso di rifiuto ingiustificato di attività formative, di riqualificazione o di un’offerta congrua.

Per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato lavoratori del gruppo Ilva o di Adi in amministrazione straordinaria, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, è previsto un esonero contributivo totale per 24 mesi, fino a 8.000 euro l’anno, oltre a un contributo di 20.000 euro per assunzione, erogato in due quote dopo sei e 24 mesi. È richiesto il mantenimento del rapporto di lavoro per almeno 48 mesi e il riconoscimento del salario giusto. Il decreto autorizza inoltre i commissari a mantenere in condizioni di riscaldo gli impianti dell’area fusoria per evitarne il danneggiamento irreparabile, fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Cassazione sull’inibitoria e comunque non oltre il 15 dicembre 2026. Restano obbligatori i controlli sulle emissioni anche in assenza di attività.
Nuovo Codice della strada, multe ridotte e regole più stringenti su assicurazioni, notifiche e due ruote
Il nuovo Codice della strada approvato in Consiglio dei ministri prevede una riduzione di alcune multe, anche attraverso la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione: gli importi minimi più comuni di 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre le sanzioni di 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro. Si inaspriscono invece le misure per chi circola senza assicurazione, con il divieto di circolazione a tempo indeterminato. Per i veicoli stranieri che circolano in Italia per più di 30 giorni sarà obbligatoria un’assicurazione secondo le regole italiane, mentre per le somme non pagate dagli utenti stranieri è prevista la riscossione coattiva. I Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare i verbali rilevati da remoto senza contestazione immediata.

Sarà inoltre possibile verificare telematicamente i documenti di guida e circolazione, senza obbligo di portarli in formato cartaceo. Sul contrassegno disabili europeo, tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale: in caso di inadempienza non potranno usare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL. Per le due ruote, i motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti, mentre per i cicli a propulsione, come le bici utilizzate dai rider, saranno obbligatori casco e contrassegno. Per i monopattini elettrici scatterà il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Infine, il limite di età per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2 sale da 68 a 70 anni, con verifiche biennali.
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