Baldini: "In Italia non ci sono dirigenti all'altezza. Lestofanti? Guardate i bilanci... Le società devono investire negli italiani, ma non coi soldi, facendoli giocare. In 11-12 sono pronti per Mancini. Liberali? Non conta il fisico se hai talento"

08 Ottobre 2026 - 00:35
0

L'Italia Under 21 ha conquistato l'obiettivo più importante che aveva davanti a sé ovvero la qualificazione alla fase finale dei prossimi Europei di categoria che consentiranno di qualificarsi alle prossime Olimpiadi. Il ct Silvio Baldini, passato anche nel ruolo di ct ad interim della Nazionale fra Gattuso e Mancini, è stato uno dei promotori della rivoluzione giovane che l'Italia sta portando avanti e ai microfoni di Sky Sport ha raccontato come stia lavorando e cosa la Nazionale si deve aspettare in futuro.

IN ITALIA IL PROBLEMA SONO I DIRIGENTI

"I giocatori ci sono. Il problema nel calcio non è avere i giovani e allenarli, o che i talenti sono spariti. Nel calcio non ci sono i dirigenti all'altezza di poter fare le cose per bene. I giocatori li vedete, li vedete come si esprimono. La nazionale maggiore ha messo dentro questi giovani e subito si è respirata un'altra aria e un altro spirito"

DEVONO GIOCARE E GIOCARE IN ITALIA

"Se non giocano è normale che non progrediscono. Le società dovrebbero investire molto di più. Investire vuol dire farli giocare, ma non economicamente, bensì facendoli giocare qui non prestandoli o mandandoli a giocare in altri campionati"

AI MIEI DICO: "NON PENSATE AI SOLDI, PENSATE A EMOZIONARE LA GENTE"

"Il calcio provoca emozioni. Io ai miei ragazzi dico che loro sono artisti. Sono come poeti, scrittori, devono emozionare la gente. Come emozionate gli altri vi emozionerete anche voi. Non fate questo mestiere solo per soldi. Fate in allenamento quello che fareste con i vostri figli e le vostre famiglie. Da lì ne verrà fuori non solo ingaggi migliori e opportunità migliori, ma anche la gioia di fare questo lavoro"

RANIERI IL COLLANTE FRA UNDER E MAGGIORE

"La nostra collaborazione con Mancini è legata professionalmente. La Nazionale maggiore mi ha lasciato praticamente tutti i giocatori migliori per gli Europei. Poi c'è Claudio Ranieri, che è una persona speciale, che si occupa di questa collaborazione fra Under 21 e maggiore, che ha un'esperienza fuori dal comune. Fra di noi le fila le tira lui, a Pescara e nel ritiro pre-partita c'era lui con noi e le parole che lui ha detto sono state bellissime, ci hanno dato serenità. Fra me e la nazionale maggiore c'è questo personaggio chiave che traghetta i calciatori da sotto a sopra in sintonia anche con Mancini"

STESSI MODULI? SBAGLIATO

"Per me è sbagliato pensare di fare lo stesso modulo fra Under e prima squadra. Non è la tattica che fa la differenza, ma l'espressione del talento. Noi dobbiamo creare giocatori forti e validi, poi quando andranno a giocare in prima squadra starà al ct e a loro adattarsi. Per me pensare di fare la stessa tattica ovunque a prescindere dai giocatori non sa di niente"

BEL GIOCO O DIFESA? CONTA LO SPIRITO

"Quello che fa la differenza è la mentalità e lo spirito. Non è questione di attaccare o blocco basso, anche perché dipende sempre dall'avversario. Se l'avversario è più forte di te è normale che ti difendi basso e devi saperlo fare. Quello che conta però è lo spirito quando hai la palla. Appena ce l'hai devi pensare di voler fare goal e non perdere tempo o fare giocate non propositive. Perché come detto prima tutti loro sono artisti e devono fare emozionare le persone"

CHI È PRONTO?

"Pisilli, Koleosho, Ahanor? Ci sono tanti ragazzi che non sono pronti, sono prontissimi. Se l'obiettivo è di dare una spinta al nostro calcio con questi ragazzi di 20, 21 e 22 anni si può fare. Mancini è uno che i ragazzi li fa esordire e li lancia. Liberali è uno, certo, ma sono tutti. Per me ce ne sono 11 o 12 che sono prontissimi"

LIBERALI E I "GIOVANI SENZA FISICO"

"Il problema è che le società non vanno a vedere se sono alti o sono bassi per vedere il fisico e il dna dei ragazzi, ma per proporre se prendere questo o quello. Se no Messi non avrebbe giocato a pallone. Non tocchiamo Maradona, ma lo stesso Pelé era 1.70. La fisicità conta per tanti motivi, ma se uno ha talento e non ha un fisico da Superman non conta niente. Se hai talento devi solo saper leggere il momento e le giocate per far male agli avversari"

I LESTOFANTI NELLE SOCIETÀ

"Questo progetto giovane lo sta portando avanti Zola che tra l'altro è espressione anche lui del talento non frutto della fisicità. Dopo le dichiarazioni post-Nazionale maggiore è successa una cosa: mi arriva una mail e c'è la procura federale che deve interrogarla. Le squadre di Serie A volevano sapere chi erano i "lestofanti" di cui avevo parlato.

Quando mi hanno fatto questa domanda, io ho risposto: "ma lei i bilanci li conosce?" "se il 70% delle società ha i bilanci con le uscite maggiori delle entrate, se vai a vedere le voci delle spese, dove ci sono più spese allora lì ci sono i lestofanti".

Quando hi iniziato si diceva che il dirigente più bravo e puro che c'era era un certo Marchetti del Piacenza. Ha smesso presto, ma gente così doveva rimanere nel calcio. Io mi rivedo in lui, avevo smesso per 6 anni, ma poi il calcio è una malattia e sono tornato".

CT AD INTERIM

"L'esperienza da ct? È stato bello. Sapevo che avrei vinto, non erano dei ragazzi messi lì a caso, sapevo che avevano qualità. Per me maggiore o under 21 non cambia, per me la Nazionale sono questi ragazzi. Non è che mi sono sentito più bravo per aver vinto con Lussemburgo e Grecia".

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User