Ban USA di router e droni, la FCC allenta le regole sugli aggiornamenti software
La Federal Communications Commission statunitense ha deciso di allentare, anche se solo temporaneamente, alcune delle restrizioni imposte a router e droni prodotti all’estero. In particolare, questi dispositivi potranno continuare a ricevere aggiornamenti software e firmware. In pratica, i produttori potranno continuare a distribuire patch almeno fino al 1° gennaio 2029 per i dispositivi già autorizzati, prima dell’inserimento nella cosiddetta “covered list” che di fatto ne impedisce l’importazione e rivendita in suolo americano.
Negli scorsi mesi, la FCC ha impedito la vendita di droni, router e altre apparecchiature di rete fabbricate al di fuori degli USA. Questo valeva, almeno all’inizio, anche per aziende americane che hanno fabbriche all’estero, o che si appoggiano su produttori terzi sempre all'estero, come del resto avviene per praticamente tutti. Netgear e Amazon sono tra gli esempi più lampanti e conosciuti; una delle poche eccezioni illustri, se non l’unica in assoluto, sono i router di StarLink, l’impresa di internet satellitare interna a SpaceX di Elon Musk.
Nelle settimane e mesi successivi all’annuncio dei provvedimenti, la FCC ha allentato progressivamente alcune regole, concedendo per esempio alcune esenzioni ad aziende locali come Netgear e Amazon, dietro la preparazione di piani e progetti per spostare la produzione in patria. Inizialmente, le norme vietavano anche le cosiddette “permissive changes”, cioè modifiche software e firmware successive alla certificazione dei dispositivi. Il problema è che il blocco non avrebbe impedito solo nuove funzioni o cambiamenti hardware, ma anche semplici patch di sicurezza e correzioni di bug.
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