Batterie ad acqua contro i blackout dei data center
I data center dedicati all'intelligenza artificiale sono sempre più spesso al centro delle nostre attenzioni, questo perché stanno crescendo a ritmi vertiginosi e con essi la necessità di sistemi di energia in grado di alimentarli. Ma c'è anche un problema relativo alla sicurezza, perché forse non tutti sanno che oggi la stragrande maggioranza dei sistemi di continuità globale si affida ancora alle vecchie batterie al piombo. Questa tecnologia occupa molto spazio a causa della bassa densità energetica e costringe i gestori a installare accumulatori giganti per gestire i picchi improvvisi di richiesta.
Dall'altra parte potremmo affidarci ai sistemi al litio, che sicuramente offrono prestazioni superiori ma portano con sé il costante spauracchio del surriscaldamento e degli incendi catastrofici. C'è chi ha deciso di provare una strada inedita, come Amazinc Energy, una startup nata dalla ricerca della City University of Hong Kong, che vuole proporre una tecnologia basata sullo zinco e su un elettrolita ad acqua. Questa soluzione ha il vantaggio di azzerare il rischio di esplosioni, ma abbatte anche l'impatto ambientale e i costi dei materiali.
Così è stata studiata una scaletta molto ambiziosa, che prevede di avviare una linea produttiva con una capacità annuale di 1 GWh entro tre anni. Il traguardo è supportato dai finanziamenti governativi di Hong Kong tramite il programma RAISe+, ma per raggiungere una stabilità commerciale il team di scienziati sta risolvendo una serie di problemi.
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