Batterie scariche in orbita? Arriva il primo Wi-Fi dell’energia

Maggio 15, 2026 - 17:41
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Batterie scariche in orbita? Arriva il primo Wi-Fi dell’energia

La gestione delle infrastrutture orbitali è sempre più al centro delle attenzioni, visto che si parla di un incremento delle tecnologie che nei prossimi anni verranno posizionate in questa importante area. Tra le realtà più attive e da seguire c'è Star Catcher, una startup che ha appena annunciato la chiusura di un round di finanziamento Series A da 65 milioni di dollari, portando il capitale totale raccolto a quota 88 milioni. Ne parliamo perché non vuole mettersi in competizione con giganti come SpaceX e Google su argomenti come data center orbitali, ma sta lavorando a una tecnologia che potrebbe rivelarsi fondamentale.

Il suo protetto è costruire la prima rete energetica spaziale della storia, che a differenza dei progetti classici che immaginano di inviare energia dal cielo verso le nostre case sulla Terra, prevede di alimentare altri satelliti e veicoli spaziali direttamente dove si trovano. Il concetto si basa su una costellazione di circa 200 satelliti specializzati nel catturare la luce solare, ma questa energia non verrebbe immagazzinata in pesanti batterie, bensì trasformata in un raggio laser multi-spettro capace di colpire i pannelli solari di altri velivoli nelle vicinanze, ricaricandoli a distanza. Avveniristico, non trovate?

La buona notizia è che i test preliminari sono già promettenti, poiché l'anno scorso presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida, l'azienda ha stabilito un record trasmettendo 1,1 kW di potenza su una lunga distanza. La vera prova del nove arriverà però entro la fine del 2026, quando verrà lanciato il primo dimostratore orbitale.


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