Belgio, ai Mondiali 2026 l'ennesima ultima occasione di una generazione perdente: quanti dubbi sui "vecchi" De Bruyne, Lukaku e Witsel
Rudi Garcia ha puntato su un gruppo rinnovato rispetto al 2022 ma in cui sono presenti ancora molti esponenti della vecchia guardia
Ci risiamo. Col solito interrogativo ad accompagnare l'atteso debutto di una delle nazionali potenzialmente più forti degli ultimi 10-15 anni e puntualmente naufragata in un mare di aspettative rivelatosi troppo grande. Inizia questa sera, ore 21 a Seattle, il Mondiale del Belgio. Una squadra che necessariamente ha cambiato molto rispetto all'ultima fallimentare avventura nel 2022, conclusa con un'inattesa eliminazione al primo turno. Non ci sono più Vertonghen, Alderweireld, Carrasco ed Hazard tra gli altri e dunque spetterà ai vari Courtois, Witsel, De Bruyne e Lukaku – in qualità di ultimi reduci della “generazione d'oro” - provare a spingere definitivamente i Diavoli Rossi verso il ricambio cercando di lasciare un segno nella storia dopo troppe occasioni sfumate.
TANTI PIAZZAMENTI
La parola “rivincita” è ben presente nella testa di molti in questo gruppo, a partire da quei giocatori che con questo Mondiale concluderanno un lunghissimo percorso in nazionale a cui è sempre mancata la famosa lira per fare il milione. Talento sconfinato in ogni zona del campo a cui non è mai corrisposta la capacità di essere squadra fino in fondo nel momento della necessità. Dal 2014 ad oggi, tra Coppa del Mondo ed Europei, spesso e volentieri la migliore generazione di calciatori per il Belgio da quella che centrò uno storico terzo posto a Messico '86 è andata molto vicina al grande risultato: in Brasile nel 2014 e in Russia quattro anni dopo furono i dettagli a fare la differenza in negativo, battuti di misura dall'Argentina ai quarti di finale e poi sconfitti con lo stesso punteggio nella semifinale con la Francia campione del mondo. In mezzo, due eliminazioni consecutive ad Euro 2016 ed Euro 2021 – da favoriti – contro Galles ed Italia e poi l'uscita di scena per mano della Francia nel 2024.
I REDUCI E I NUOVI
Eppure Rudi Garcia – a proposito di personaggi in cerca di rivincite dopo la brutta esperienza di Napoli – ha scelto per il suo primo Mondiale da commissario tecnico e alla guida del Belgio un gruppo ancora piuttosto imperniato sulle conoscenze e le esperienze degli esponenti principali di quel gruppo. Da Courtois per la porta, a Meunier per la difesa, passando per De Bruyne, Witsel, Tielemans e Vanaken in mediana e finendo con un Romelu Lukaku che arriva negli Stati Uniti dopo una stagione disastrosa col Napoli e fortemente condizionata dal grave infortunio dell'agosto scorso che genera parecchie incognite sul suo stato di salute. Attenzione allora alle novità e alla ventata fresca che possono portare tre attaccanti che quest'anno si sono presi la scena coi rispettivi club – Diego Moreira a Strasburgo, Fernandez Pardo a Lille e Doku col Manchester City – oltre ai vari Saelemaekers, Raskin, Ngoy e Seys.
E SE LE BASSE ASPETTATIVE...
Quello con Egitto, Iran e Nuova Zelanda è un girone assolutamente alla portata, per prendere confidenza con un Mondiale che dalla fase ad eliminazione diretta rischia di diventare imprevedibile. Ma forse, proprio perché per una volta le aspettative su questo Belgio non sono alte come in passato – molti dei giocatori migliori arrivano da un'annata ricca di problematiche – partire a fari leggermente più spenti può essere il grande segreto per sorprendere tutti. Anche se stessi.
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