Bella stagione e sport, attenzione a non sovraccaricare il tendine d’Achille. Le 5 regole della SIOT per evitare infortuni

Aprile 28, 2026 - 02:30
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Bella stagione e sport, attenzione a non sovraccaricare il tendine d’Achille. Le 5 regole della SIOT per evitare infortuni

Il tendine d’Achille è una struttura fondamentale per il movimento, sollecitata in attività come corsa, salto, camminata veloce e cambi di direzione. La SIOT raccomanda di non saltare riscaldamento e stretching, rinforzare la muscolatura del polpaccio e usare scarpe adeguate

Le belle giornate e le temperature miti aumentano la voglia di svolgere attività sportiva all’aria aperta. La Società italiana di ortopedia e traumatologia mette in guardia: è proprio in questo periodo che si rischiano infortuni, anche seri, da sovraccarico. Tra i più frequenti ci sono le tendinopatie, in particolare quelle che colpiscono il tendine d’Achille. Si tratta di una struttura fondamentale per il movimento, sollecitata in attività come corsa, salto, camminata veloce e cambi di direzione. Quando si riprende a fare sport troppo bruscamente, senza un’adeguata preparazione, il tendine può andare incontro a sofferenza, con quadri che vanno dall’infiammazione iniziale fino alla degenerazione del tessuto e, nei casi più gravi, alla rottura.

La Siot detta 5 regole d’oro per evitare infortuni. «Con la bella stagione molte persone ripartono con entusiasmo, ma spesso commettono l’errore di voler recuperare troppo in fretta la forma perduta – spiega il presidente Siot Pietro Simone Randelli, direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini e ordinario di Ortopedia all’università degli Studi di Milano -. Il tendine d’Achille è tra le strutture più esposte a questi cambi di carico improvvisi ed è per questo che in primavera vediamo più frequentemente comparire dolore e problemi a questo livello».

I sintomi della tendinite

I sintomi più tipici sono dolore nella parte posteriore della caviglia, talvolta irradiato al polpaccio, rigidità al risveglio o dopo una pausa, fastidio durante la spinta del piede e difficoltà nei movimenti più dinamici. Segnali da non trascurare, perché ignorarli può favorire un peggioramento del quadro clinico. A incidere sono soprattutto fattori molto comuni: scarsa preparazione fisica, aumento troppo rapido di intensità o durata degli allenamenti, ridotta elasticità muscolare, scarpe non adatte e cambi di superficie, per esempio dal tapis roulant all’asfalto o a terreni sconnessi.

Le 5 regole SIOT per evitare infortuni al tendine d’Achille

Per aiutare chi vuole tornare a fare attività fisica in sicurezza, gli specialisti SIOT indicano 5 consigli pratici da tenere a mente: 1) Ripartire gradualmente. Non bisogna aumentare troppo velocemente tempi, intensità e frequenza degli allenamenti, soprattutto dopo un periodo di pausa; 2) Non saltare riscaldamento e stretching. Preparare muscoli e tendini allo sforzo è essenziale per ridurre il rischio di sovraccarico; 3) Rinforzare la muscolatura del polpaccio. Un lavoro specifico su forza ed elasticità del polpaccio aiuta a proteggere il tendine d’Achille; 4) Usare scarpe adeguate. Le calzature devono essere adatte all’attività svolta e sostituite con regolarità, soprattutto per chi corre (indicativamente ogni 250 Km); 5) Non ignorare il dolore.

Se il fastidio persiste, continuare ad allenarsi può peggiorare il problema e allungare i tempi di recupero. «La prevenzione resta la vera arma vincente – sottolinea Randelli – Poche regole, seguite con costanza, possono ridurre in modo importante il rischio di tendinopatie». Quando i sintomi non si risolvono spontaneamente, è importante rivolgersi a uno specialista ortopedico, raccomanda la SIOT. Nella maggior parte dei casi il trattamento è conservativo e comprende riposo funzionale, fisioterapia ed esercizi eccentrici, cioè esercizi controllati che aiutano il tendine a lavorare mentre il muscolo si allunga, tra i più efficaci per migliorare la tolleranza al carico. In alcuni casi si può ricorrere anche al Prp, il plasma ricco di piastrine, ottenuto dal sangue del paziente e infiltrato sotto guida ecografica nell’area interessata, con l’obiettivo di favorire i processi di riparazione del tessuto.

Oggi terapie sempre più mirate

«Oggi abbiamo a disposizione terapie sempre più mirate, che nella grande maggioranza dei casi consentono di evitare il peggioramento del problema e accompagnare il paziente verso un recupero corretto. L’importante è non aspettare troppo prima di farsi valutare», precisa Randelli. Il ricorso alla chirurgia resta limitato alle forme più complesse o resistenti ai trattamenti conservativi. In questi casi si interviene sul tendine con procedure dedicate, seguite da un percorso riabilitativo graduale prima del ritorno allo sport. «La primavera è il momento ideale per rimettersi in movimento e migliorare il proprio benessere – conclude il presidente della SIOT -. Ma il ritorno all’attività fisica va affrontato con buon senso e consapevolezza: proteggere i tendini significa evitare stop lunghi e continuare a fare sport con continuità e sicurezza».

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