Biodiversità a portata di clic: come funziona Gbif, la più grande banca dati globale

19 Giugno 2026 - 08:40
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Biodiversità a portata di clic: come funziona Gbif, la più grande banca dati globale

In un’epoca in cui il mantenimento e il recupero della biodiversità rappresentano alcune delle principali sfide ambientali globali, disporre di dati affidabili e accessibili sulle specie viventi è diventato fondamentale. È proprio questo il ruolo del Global Biodiversity Information Facility (GBIF), un network internazionale finanziato dai governi dei paesi che fungono da nodi della rete, e che offre accesso libero a una quantità di informazioni senza precedenti sulla biodiversità del pianeta.

Considerata la più grande piattaforma mondiale dedicata ai dati di presenza delle specie, Gbif integra miliardi di record provenienti da fonti molto diverse tra loro, quali enti di ricerca, musei di storia naturale, erbari, progetti di Citizen Science (anche detta scienza partecipata dai cittadini), come iNaturalist e eBird.

“Gbif permette a chiunque di avere accesso alla conoscenza attuale della biodiversità”, spiega Diego Fontaneto, capo delegato per Gbif Italia, “rende fattibile l’utopia di condividere gratuitamente con tutti i dati e le conoscenze su dove vivano le specie sul nostro pianeta. L’Italia, con la sua elevata ricchezza di specie, ha un ruolo fondamentale nel rendere reale questa utopia.”

L’obiettivo di Gbif è, appunto, rendere le informazioni sulla biodiversità aperte e facilmente utilizzabili da ricercatori, decisori politici, enti di conservazione o semplici cittadini. La piattaforma opera attraverso una rete internazionale di Paesi e organizzazioni che contribuiscono alla pubblicazione e all’aggiornamento dei dati secondo standard condivisi.

Per garantire che informazioni provenienti da fonti diverse possano essere confrontate e integrate, Gbif utilizza un unico linguaggio per catalogare i dati, il Darwin Core, e una base tassonomica comune che armonizza i nomi scientifici delle specie. In tal modo, il linguaggio diventa universale e i dati fruibili a tutti.

La piattaforma raccoglie una straordinaria varietà di informazioni biologiche. Il nucleo principale è costituito dai dati di presenza delle specie, che indicano dove e quando una popolazione o un unico organismo è stato osservato o raccolto. A questi si aggiungono gli esemplari conservati nei musei, le fotografie sul campo, le immagini satellitari o catturate dalle fototrappole. Tra le fonti più innovative figurano anche i dati derivati dal DNA ambientale (eDNA, environmental DNA), che consentono di rilevare la presenza delle specie attraverso le tracce molecolari lasciate nell’ambiente, oltre ai dati fossili e ai contenuti multimediali come le registrazioni sonore. La presenza di una specie può essere, inoltre, datata e georeferenziata in modo da descrivere la sua distribuzione nel tempo e nello spazio.

Negli ultimi anni Gbif è diventato una risorsa indispensabile per la comunità scientifica. I suoi dati vengono utilizzati per modellare la distribuzione delle specie, studiare gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi, analizzare la diffusione delle specie invasive, o, ancora, monitorare le malattie che compromettono la salute umana. Una grande lente d’ingrandimento per affrontare le questioni ecologiche su scala planetaria, rendendo possibili analisi che fino a pochi anni fa sarebbero state estremamente difficili da realizzare.

L’importanza di Gbif non si limita alla ricerca accademica. La piattaforma rappresenta anche una base informativa essenziale per la pianificazione della conservazione della natura e per la definizione delle politiche ambientali. I dati raccolti aiutano a identificare aree prioritarie per la tutela della biodiversità, a valutare lo stato di salute e la vulnerabilità delle specie e a supportare gli obiettivi internazionali di conservazione.

Dietro ogni punto sulla mappa di Gbif c’è una storia di ricerca, osservazione e scoperta. Mettendo insieme queste storie, la piattaforma costruisce giorno dopo giorno il più grande racconto collettivo della biodiversità del pianeta, una risorsa preziosa per capire il presente e immaginare un futuro più sostenibile.

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