Blue Origin, il mistero dell'esplosione di New Glenn resta aperto
Blue Origin non vuole assolutamente perdere il treno con il suo razzo più evoluto, e nonostante la recente problematica con il New Glenn, vorrebbe tentare un nuovo volo almeno entro la fine del 2026. Questa intenzione era emersa già all'inizio di giugno, e ora si fa più concreta secondo i più recenti rumor.
Eppure non è ancora chiaro il motivo dell'incidente avvenuto a maggio, o perlomeno, non sono state condivise informazioni sulla questione. Il fatto è che la corsa del programma Artemis iniziata di recente e gli impegni presi con la NASA, legano a doppio filo l'azienda di Jeff Bezos ai risultati. Se poi consideriamo lo spettro di SpaceX, che potrebbe prevalere nei rapporti con l'Agenzia spaziale, diventa chiaro perché stia diventando prioritario riprendere le missioni il prima possibile.
L'amministratore delegato di BLue Origin, Dave Limp, ha recentemente spiegato in un aggiornamento ufficiale che il team tecnico sta ancora lavorando per individuare la causa principale dell'incidente. Ma cosa si è scoperto finora? L'unica cosa certa emersa dalle prime analisi è che l'area di interesse è la sezione posteriore del primo stadio del razzo, ma i dati raccolti da sensori e telecamere sarebbero tantissimi e non avrebbero chiarito la questione del tutto.
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