Blue Origin riceve il via libera per il lancio di New Glenn
Dopo circa un mese di attesa la Federal Aviation Administration ha concesso ufficialmente l'autorizzazione a riprendere i voli del vettore New Glenn, rimasto bloccato a terra dopo il parziale fallimento dell'ultima missione. L'azienda aerospaziale può finalmente guardare avanti e concentrarsi sui preparativi per il prossimo viaggio, lasciandosi alle spalle un periodo di forte incertezza.
Per chi non avesse seguito le vicissitudini, ricordiamo che il problema principale era emerso lo scorso aprile durante la terza missione del vettore. Nonostante il riutilizzo riuscito del primo stadio del razzo per la prima volta in assoluto, le cose si erano complicate nelle fasi successive del volo. Il carico utile, un satellite della compagnia AST SpaceMobile, era stato rilasciato in un'orbita anomala e troppo bassa, un errore fatale che ha reso impossibile il mantenimento della quota, costringendo così il satellite al rientro atmosferico distruttivo.
Questo è il motivo che ha spinto l'ente regolatore americano a imporre lo stop immediato ai voli e ad avviare un'indagine approfondita per fare luce sull'accaduto. Ora gli accertamenti tecnici, supervisionati dalla stessa agenzia di controllo, hanno finalmente individuato la causa scatenante del malfunzionamento, ovvero una perdita criogenica che ha letteralmente congelato una conduttura idraulica. Questa anomalia termica si è verificata poco prima dell'accensione del secondo stadio, impedendo a uno dei motori BE-3U di erogare la spinta necessaria per raggiungere la traiettoria corretta.
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